Per il secondo giorno di fila, le bombe russe fermano l’evacuazione dei civili a Mariupol, nel sud del Paese, bloccando il corridoio umanitario e tenendo prigioniere 400 mila persone. L’esercito di Putin sta effettuando una breve pausa operativa, prima di ripartire con l’offensiva entro le prossime 24-48 ore, sostiene il think tank americano Institute for the Study for War, ma intanto continua a colpire le città: a Kiev suonano in continuazione le sirene antiaeree; a Irpin, 30 chilometri a ovest della capitale, questa mattina è stato bombardato un checkpoint per l’evacuazione dei civili e sarebbero morti almeno 3 civili, fra cui 2 bambini; un missile ha centrato il treno diretto da Kiev a Rakhiv, al confine con la Romania, senza provocare vittime. Spari contro i civili bloccano le evacuazioni di Bucha e Hostomel, alle porte di Kiev, dove da giorni ci sono intensi combattimenti per il controllo dello scalo militare Antonov: le ricostruzioni parlano di almeno 3 morti, fra loro una volontaria che aveva appena consegnato cibo a un rifugio. Gli uomini di Putin vogliono inoltre assumere il controllo della diga della centrale idroelettrica di Kaniv, situata circa 150 chilometri a sud di Kiev, sul fiume Dnipro: l’allarme arriva dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine, per il quale le unità russe stanno tentando di penetrare nella capitale da sudovest.

Su Chernihiv, a nord, sarebbero piovute bombe da 500 chili, modello Fab-500 di progettazione sovietica, che servono a distruggere strutture fortificate, bunker o obiettivi industriali di interesse militare e hanno causato parecchie vittime. Questo episodio, come quelli di Kiev, Mariupol, Kharkiv e Sumy fra gli altri, mostra come l’esercito di Putin stia quindi prendendo di mira i civili con attacchi aerei e terrestri, per accelerare la resa della resistenza ucraina, ma anche gli obiettivi militari. «In totale, 2.203 infrastrutture militari dell’Ucraina sono state colpite durante l’operazione. Tra questi, 76 posti di comando e centri di comunicazione delle forze armate ucraine, 111 sistemi missilistici antiaerei S-300, Buk M-1 e Osa, oltre a 71 stazioni radar», ha detto Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. Solo nelle ultime 24 ore, ha aggiunto, sarebbero 61 gli obiettivi militari colpiti dalle forze armate russe con attacchi «ad alta precisione».

La Russia, nota il ministero della Difesa britannica, «ha usato in precedenza tattiche simili in Cecenia nel 1999 e in Siria nel 2016, impiegando sia munizioni aeree che terrestri». La difesa ucraina continua a colpire le linee di rifornimento russe, «rallentando il tasso di avanzamento delle loro forze di terra», sostiene l’intelligence britannica, spiegando che esiste «una possibilità realistica che la Russia stia ora tentando di camuffare i camion di combustibile per farli sembrare mezzi di sostegno alle truppe e così minimizzare le perdite». L’esercito ucraino avrebbe detto infatti ai volontari di non colpire i veicoli corazzati, ma proprio i i camion che trasportano carburante, che non sono blindati e sono guidati da soldati poco esperti. È probabile che nelle prossime ora gli invasori cerchino di riorganizzare di nuovo il dispositivo per uscire dal pantano. Gira anche un video che mostra un treno carico di furgoni, bus, Sus, camion per l’edilizia e — stando ad alcune fonti — forse si tratta di rimpiazzi «civili» per quanto è andato distrutto. Solo che così rischiano di intasare ancora di più le linee. Tutto però è da confermare.

«In alcune zone i nostri soldati vanno al contrattacco, il nemico perde decine di unità di equipaggiamento. Il Cremlino non vuole accettare e riconoscere il suo fiasco ma quel momento è vicino», ha affermato in un post su Facebook Alexei Reznikov, ministro della Difesa ucraina. «Il Cremlino ha finalmente respinto i tentativi di nascondere le reali intenzioni: sono venuti per distruggere il nostro Paese e il nostro popolo ma non funzionerà», prosegue Reznikov. «Sono in guerra con donne e bambini. Non hanno sconfitto i soldati che difendevano Kharkiv: hanno iniziato una guerra con l’Università di Kharkiv. I russi sono comuni terroristi. E i terroristi saranno distrutti». Gli ucraini dichiarano intanto di aver ucciso 11 mila «invasori russi» dall’inizio del conflitto e di aver abbattuto un jet russo sul Mar Nero: in 11 giorni di guerra sarebbero 45 gli aerei colpiti.

La resistenza ucraina sarebbe rinforzata da 100 mila volontari, scrive il Kiev Independent, mentre l’esercito starebbe attuando una duplice strategia: da un lato usa tattiche «hit and run», ovvero colpisce a sorpresa e poi si ritira; dall’altro fortifica le città. Secondo John Spencer, ex ufficiale dell’esercito americano che studia la guerriglia urbana per il Madison Policy Forum, l’Ucraina sta puntando a rendere più sanguinosa possibile la guerra di Putin: lasciare le città secondarie può però diventare necessario per difendere la capitale il più a lungo possibile. «In questo caso, non perdere significa vincere», dice Spencer al Washington Post. «La strategia ucraina è di non perdere». Il capo di Stato Maggiore francese Thierry Bukhard ha fornito due spunti sull’invasione russa.

1) L’Armata vuole spaccare in due l’esercito ucraino, separando il contingente nemico schierato sul fronte del Donbass dal resto. Ma l’operazione ha incontrato difficoltà che i pianificatori non avevano messo in conto e ora devono impiegare maggiori forze.

2) Alcune unità impegnate nell’assalto sembrano avere problemi di training e di «prontezza al combattimento». Confermati i problemi sul fronte logistico.

Corriere della Sera, 6 marzo 2022

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