L’Armata russa procede lentamente su tre fronti . Da Nord scende verso Kiev, dove si combatte nei sobborghi. Gli uomini di Putin avanzano da Nordest, dalla zona di Chernhiv, pesantemente bombardata ma in controllo ucraino, e da Nord, dalla Bielorussia, la rotta in cui si è formato il convoglio di 60 chilometri che mostra la potenza moscovita ma ne lascia anche trasparire i problemi logistici.

A Est, i russi assediano Kharkiv
, che resiste nonostante i missili: qui è stato ucciso il generale russo Vitaly Gerasimov, che guidava le truppe di Mosca.

A Sud i russi guadagnano posizioni
più rapidamente. Le truppe partite dalla Crimea si muovono verso Ovest, dove controllano l’area di Kherson e puntano Mykolayiv, ma anche verso Nord, dove hanno il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, e verso Est: qui, conquistata Melitopol, assediano Mariupol, sul Mar d’Azov, che aprirebbe un passaggio fra la Crimea e il Donbass.

Ovunque si contano decine di vittime civili, almeno 474 secondo l’Onu, ovunque i corridoi umanitari, aperti a parole, vengono chiusi con il fuoco. Le bombe russe hanno colpito anche il porto di Odessa, nel Sudovest. In tutta la parte occidentale del Paese — fondamentale per garantire i rifornimenti di armi— l’attività russa è però soltanto aerea.

I russi non hanno il controllo dei cieli
, ma hanno incrementato la presenza. Colpiscono gli aeroporti militari per prevenire le consegne di jet, e le strutture per la comunicazione. Lo Stato maggiore avrebbe impiegato tutte le forze dispiegate, ma l’umore dei circa 190 mila soldati sarebbe molto basso. I generali del Cremlino stanno correggendo l’approccio, imparando dagli errori commessi sul campo.
Il Pentagono conferma i ritardi russi, è sorpreso da errori e perdite — per gli ucraini le vittime russe sono 11 mila, per l’intelligence Usa sarebbero fra i 2 e i 4 mila – notano evidenti carenze di coordinamento, ma avvertono: Putin ha una macchina da guerra poderosa, capace di travolgere l’avversario. Perdite e problemi logistici ci sono, ma sono amplificati dalla propaganda di Kiev e occidentale.

Nessuno si aspettava una resistenza così tenace
, considerato il rapporto fra le forze in campo: l’esercito moscovita è otto volte più grande di quello ucraino. I difensori subiscono l’artiglieria e i bombardamenti russi, ma sono più motivati e sfruttano la conoscenza del territorio per contrattaccare: si organizzano in unità leggere che colpiscono le colonne russe e si disperdono, sfiancando gli uomini di Putin.

Gli ucraini usano missili anticarro americani e droni turchi, si affidano a cavalli di frisia per frenare l’avanzata e anche a mezzi meno convenzionali: blocchi stradali artigianali fatti con autobus e tram, molotov e trattori, con cui i contadini ucraini trainano le prede belliche: i mezzi abbandonati dai russi.

Corriere della Sera, 9 marzo 2022 (pag 8, pag 9)

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