Un punto militare in tre cerchi, dallo spionaggio alle armi. La tv Nbc ha rivelato nuovi particolari sull’aiuto dell’intelligence Usa a Kiev. Gli ucraini sarebbero riusciti a distruggere un aereo russo che stava trasportando soldati verso lo scalo di Hostomel grazie alle coordinate ricevute dagli Stati Uniti: il cargo faceva parte della prima ondata d’assalto nella zona della capitale, e molti militari russi sarebbero morti nell’attacco. Dettaglio non confermato da fonti indipendenti. Sempre l’emittente sostiene che il servizio segreto americano contribuisce alla sicurezza del presidente Zelensky: suggerisce come proteggerne i movimenti, cerca di impedirne la localizzazione, probabilmente fa ricorso ad apparati elettronici per evitare le intercettazioni e il tracciamento. Al tempo stesso, la Cia si preoccupa che la catena di comando della resistenza possa continuare a funzionare anche in situazione d’emergenza. Non meno importante il lavoro sul terreno. Le spie hanno condiviso informazioni in tempo reale consentendo alla resistenza di prevenire attacchi russi e di salvaguardare la propria aviazione. Inoltre la Cia ha passato agli ucraini dati sulla posizione esatta delle unità russe e questo, sostengono alcuni analisti, avrebbe permesso di uccidere un elevato numero di alti ufficiali.

Capitolo sostegno bellico. Continuano ad arrivare mezzi — in particolare artiglieria — tuttavia torna l’allarme per i missili anti-aerei Stinger. Washington ne ha spediti 1.400, ma ora le scorte di questo sistema si stanno esaurendo. La compagnia Raytheon ha spiegato che non riuscirà a intensificare la produzione almeno fino al 2023 in quanto mancano le componenti necessarie. Problemi anche per i Gepard tedeschi in quanto non vi sono munizioni a sufficienza, ora le cercano all’estero (forse in Brasile).

Infine gli sviluppi sul campo. I russi hanno conquistato altri villaggi nella regione orientale e terreno a sud. A determinare i successi alcuni fattori. A est l’Armata avanza su più assi, con formazioni in parallelo che riescono a sostenersi reciprocamente. Il settore è quello di Izyum-Rubizhne. Un’azione più coordinata ed efficace. Il generale Alexandr Dvornikov probabilmente è riuscito a correggere alcuni degli errori di «impostazione» emersi durante la missione su Kiev. A questo si aggiunge uno schieramento difensivo meno adeguato in quanto gli ucraini devono badare al fronte meridionale. Poi c’è l’effetto dei bombardamenti massicci, con gli invasori che cercano di neutralizzare i cannoni avversari con un tiro insistito, il fuoco di sbarramento si fa sentire, specie sui soldati meno esperti. Feriti anche due volontari statunitensi. Mosca sostiene poi di aver distrutto materiale bellico d’origine occidentale.

Corriere della Sera, 28 aprile 2022 (pag 6)

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