Joe Biden ha firmato ieri lo Ukraine Democracy Defense Lend-Lease Act of 2022, una legge che dovrebbe velocizzare le spedizioni di aiuti militari all’Ucraina. Il provvedimento richiama quella che nel 1941 servì ad assistere gli Alleati — Urss inclusa — nella guerra contro il nazismo. La misura darà al presidente maggiori poteri per stringere accordi sia con Kiev che con i Paesi dell’Est Europa e, di conseguenza, permetterà di «prestare o affittare» — lend e lease — con maggiore rapidità materiale bellico. Il governo Zelensky non dovrà pagare mentre Washington riceverà in cambio la garanzia che Kiev restituirà o rimborserà tutto in seguito.

C’è un’urgenza dettata da quanto avviene sul terreno. La resistenza ha ottenuto dei successi attorno a Kharkiv, notizie non confermate sostengono che sia vicina al confine russo. Un balzo significativo. Tuttavia gli ucraini sono «esposti» nel settore di Severodonetsk. Gli invasori hanno messo a segno punti importanti. L’uso dell’artiglieria (per giorni) seguito dagli assalti delle forze speciali ha creato una breccia. Notevole l’impegno logistico con l’uso di pontoni mobili per attraversare i corsi d’acqua. Per gli analisti i protagonisti di questa progressione sono truppe fresche, non usurate da precedenti operazioni. La sintesi è che possono consolidare una testa di ponte ampia mettendo in pericolo il contingente ucraino nella regione.

Le analisi insistono spesso sul tema perdite, sulle ripercussioni che possono avere in Russia. Pesano, ma non fermano i piani dell’Armata che applica i suoi metodi: bombardamenti incessanti, incursioni di unità scelte metten-do in conto la distruzione di mezzi, i caduti. Compresi tra gli 8 e i 10 generali, precisa l’intelligence americana. In questo momento conta il risultato, non il costo. Gli osservatori si chiedono se un’eventuale conquista di territorio possa essere tradotta in un control-lo capace di resistere ad una controffensiva. Ma questo è il dopo, ora bisogna guardare al presente.

L’Ucraina ha bisogno di cannoni e corazzati. Solo gli Usa, esagerando nei dettagli, affermano di aver consegnato 85 dei 90 pezzi da 155 mm (gli M777) e di aver addestrato circa 300 serventi. Una ventina i militari preparati all’uso di droni-kamikaze Phoenix Ghost. Altri lunghi calibri sono garantiti dai Paesi alleati, bisogna vedere quanti siano già operativi. Con il «Land-Lease» il Pentagono può ampliare il sostegno anche per fronteggiare la minaccia cyber: già sono stati ceduti apparati, però ne servono altri in quanto Mosca ha condotto numerosi attacchi. Gli occidentali non possono però rimpiazzare nei ranghi di Kiev l’elemento più prezioso: l’uomo, colui che affronta il fuoco. Le reclute non sono la stessa cosa dei veterani e non è detto che anche questi ultimi siano sempre pronti. La previsione dello spionaggio è in sintonia con quella degli esperti: c’è uno stallo, questo dramma durerà a lungo.

Corriere della Sera, 11 maggio 2022 (pag 5)

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