Gli ucraini sembrerebbero aver spinto le truppe russe alla ritirata nel settore di Kharkiv, dove sono arrivati a pochi chilometri dal confine, ma l’attività resta intensa su tutto il fronte orientale: l’esercito di Putin si starebbe riorganizzando in preparazione di una nuova offensiva, i combattimenti sono violenti, il ruolo dell’artiglieria è centrale.

Settore di Kharkiv. Gli ucraini consolidano l’avanzata verso il confine russo, gli avversari hanno lasciato campo libero spostando le truppe verso sud. La resistenza potrebbe iniziare a colpire la rete logistica dall’altro lato della frontiera, per rallentare ulteriormente le manovre. In particolare la linea ferroviaria, sempre fondamentale per i rifornimenti. Persistono tuttavia i tiri di cannone che giovedì hanno ucciso due persone in periferia della città, la seconda più importante dell’Ucraina.

Settore di Severodonetsk
. Prosegue la battaglia attorno alla località, bastione della resistenza ucraina nella regione separatista di Lugansk, nel Donbass. Gli invasori sarebbero riusciti ad attraversare almeno in un punto il fiume Donets, creando una testa di ponte: in precedenza erano falliti con perdite pesanti un paio di tentativi. Kiev sostiene di aver respinto l’assalto, ma la situazione appare piuttosto complicata e i russi avrebbero conquistato posizioni (come Rubizhne). L’analista Tom Cooper continua a lanciare allarmi, sottolinea che gli ucraini sarebbero a corto di mezzi. I pareri degli esperti oscillano tra chi considera la progressione delle truppe di Putin non decisiva e chi invece mette in guardia sui pericoli. Mosca, aggiungono gli analisti, è decisa a investire maggiori forze in questa regione in quanto ritiene comunque di poter strappare territori agli avversari. I critici affermano, però, che il Cremlino dovrà ridurre di molto le sue ambizioni concentrandosi sull’accerchiamento di Severedonetsk e Lysychansk.

Settore di Mariupol. Lo scenario è il solito: martellamento incessante sull’acciaieria Azovstal e incursioni di fanteria appoggiati dai blindati. Segnalato l’uso di proiettili per neutralizzare strutture in profondità e missili a lungo raggio. I difensori continuano tuttavia nella loro lotta disperata. «Quasi 170 mila residenti che sono rimasti in città stanno patendo la fame», ha affermato su Telegram la commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino Lyudmila Denisova. «La città è catastroficamente rimasta senza cibo».

Settore marittimo
. Prosegue la battaglia per il controllo dell’isola dei Serpenti, in Mar Nero. Mosca avrebbe inviato altri sistemi anti-aerei e sono state notate delle piattaforme d’appoggio per lavori. Appare significativa l’attività dei contendenti. Per riconquistare la «rocca», la resistenza sta sferrando incursioni con droni e aerei e — come ha dichiarato il capo dell’intelligence di Kiev, Kirill Budanov — combatterà «finché è necessario».

Fonti ucraine segnalavano giovedì un incendio a bordo della nave d’appoggio logistico russa Vsevolod Bobrov, in missione di rifornimento. La nave — sempre secondo notizie ufficiose e parziali — potrebbe essere stata colpita da un missile ma sarebbe rientrata nella base di Sebastopoli.

Corriere della Sera, 13 maggio 2022 (pag 8 del 14 maggio)

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