L’equipaggiamento per un intero gruppo (o battaglione) d’artiglieria: c’è questo nel nuovo pacchetto da 100 milioni di dollari varato dagli Usa in favore di Kiev. Nel comunicato ufficiale diffuso dal Pentagono precisano: 18 cannoni M777 da 155 millimetri, altrettanti veicoli tattici che devono trainarli, tre radar per scoprire batterie nemiche, pezzi di ricambio ed equipaggiamento vario. Sono mezzi che si aggiungono a quelli già inviati e dispiegati sul terreno: diversi video ne hanno rivelato l’impiego, così come i raid russi per distruggerli.

L’Ucraina ha assoluta necessità di armi che le consentano di colpire l’invasore in profondità e di rispondere con un fuoco adeguato. Nel Donbass la potenza del tiro russo sta avendo effetti sulle difese, in particolare nella regione di Popasna, dove l’Armata continua ad avanzare pericolosamente. Nella spedizione annunciata mancano ancora i sistemi lanciarazzi a lungo raggio MLRS. Zelensky li ha sollecitati più volte, però Washington sembra tentennare. Non è chiara la ragione: si ipotizza che gli americani temano un loro utilizzo per bersagliare il territorio della Russia.

Alcuni congressisti, favorevoli a un sostegno massiccio, hanno ricordato altre richieste pressanti inoltrate una settimana fa da dall’Ucraina. In dettaglio: droni d’attacco di grandi dimensioni, ossia velivoli come i Reaper, dotati di missili e bombe; macchine chiaramente superiori a quelle usa e getta, come i droni-kamikaze Switchblade; i sistemi anti-nave Harpoon, da affiancare ai locali Neptuneresponsabili dell’affondamento del Moskva in Mar Nero. Giovedì giravano voci su un possibile sblocco, una luce verde che potrebbe contribuire alla protezione della costa e di Odessa.

Gli ucraini auspicano poi informazioni di intelligence «più sofisticate», un settore dove gli Stati Uniti hanno creato con Kiev una collaborazione rivelatasi fondamentale. Cosa intendono gli ucraini per «più sofisticate»? È noto che gli americani hanno posto di recente alcuni limiti — almeno a livello formale — nel tipo di dati trasmessi ai difensori: non passano coordinate o dritte che possano servire ad uccidere leader russi (ma non i semplici generali) o a bersagliare all’interno dei confini della Russia. Sappiamo però che siamo in un’arena dove è arduo stabilire dei limiti di spazio reali.

Corriere della Sera, 20 maggio 2022

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