Le trincee e le cittadine del Donbass triturano uomini, mezzi, piani. È una battaglia senza tregua, con bilanci drammatici e distruzioni profonde. David Arakhamia, uno dei negoziatori di Zelensky, ha dichiarato al sito Axios che l’Ucraina perde, tra morti e feriti, mille uomini al giorno: un tributo ben superiore a quello ammesso fino a pochi giorni fa, quando il presidente parlava di 200 caduti. Un’oscillazione determinata dalla durezza del confronto, un dato sempre complesso da verificare. La resistenza, a sua volta, ruota la truppa quando può, manda in prima linea elementi non addestrati in modo sufficiente, conta sui volontari stranieri. Per ora spera in un rallentamento dell’avversario, di più non ha. Nelle retrovie crescono i danni alle infrastrutture, ai depositi, alle caserme. Per l’ex generale australiano Mick Ryan siamo all’inizio della fine della prima fase, con i contingenti quasi al limite, usurati e stanchi.

L’intelligence britannica insiste: i Battaglioni degli invasori sono largamente incompleti rispetto ai 700-900 soldati previsti mentre fonti statunitensi affermano che il contingente ha visto incenerire il 20-30% dei corazzati. La Russia, infatti, porta avanti una mobilitazione striscianteevitando quella generale — e si affida all’arruolamento offrendo nuove condizioni. Secondo il Washington Post mette sul tavolo un salario base di 3-4 mila dollari più bonus, con un’aggiunta di 55 dollari per ogni giorno extra impegnato al fronte. Una paga buona se comparata alla media di 600 dollari mensili per altri lavori certamente non rischiosi. Lo Stato Maggiore cerca di coinvolgere quote di coscritti, estende i limiti d’età, fa campagna ovunque ci possano essere persone disposte a rischiare la pelle in una guerra dalle caratteristiche quasi antiche, con le unità esposte a bombardamenti massicci.

Se sono note le difficoltà di organico per l’Armata, è però altrettanto evidente che al momento non ha pesato troppo nell’equilibrio di forze. Gli invasori sono da settimane all’offensiva, muovono su più assi (limitati), riescono comunque a procedere. A volte di pochi metri, altre per chilometri. I generali sono consapevoli delle condizioni, tuttavia premono perché è importante prendere Severodonetesk e altre località nel Donbass. La loro occupazione ha un valore politico. È il segnale di un successo. Per la stessa ragione Kiev ha deciso di difendere ad oltranza sacrificando plotoni su plotoni quando molti strateghi suggerivano un arretramento.

La pressione dello zar ha poi una spiegazione militare. Nel giro di qualche settimana Kiev potrebbe accrescere l’arsenale terrestre, idem per la difesa costiera. Il Capo di Stato Maggiore statunitense Mark Milley è stato puntiglioso nel descrivere il supporto: «Abbiamo consegnato di fatto l’equivalente di 12 battaglioni d’artiglieria, il gruppo di contatto Nato ha mandato 97 mila anti-tank, dato che supera quello dei carri armati nel mondo. Hanno chiesto 200 tank, ne hanno avuti 273. Hanno chiesto 100 veicoli blindati da combattimenti, ne hanno ricevuti 300». Pacchetti ampi ai quali si aggiungono molte promesse su lunghi calibri, su munizioni, equipaggiamenti, un ulteriore tentativo di stabilire un’equazione migliore sul terreno.

A quel punto i russi dovrebbero attaccare posizioni robuste, in grado di tirare da lontano e lo farebbero avendo sulle spalle settimane di scontri. Torna così per alcuni lo scenario dell’invasore troppo stanco per procedere ulteriormente. Ma queste sono analisi, poi c’è il campo. E questo dice che la determinazione dell’aggressore è rimasta, probabilmente è stato sottovalutato, malgrado i difetti cronici ha mantenuto l’assalto. Se il motore dell’Armata si gripperà lo rivelerà l’andamento futuro, i separatisti lanciano proclami per annunciare che non si fermeranno alla regione orientale. Le prossime settimane saranno come un test della verità per le ambizioni di Putin e le speranze di Zelensky.

Corriere della Sera, 16 giugno 2022 (pag 11 del 17 giugno)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...