Il fronte del mare e quello meridionale sono al centro del taccuino militare. Per le azioni belliche e gli annunci di Vladimir Putin.

Nel mirino

La giornata si aperta con l’esplosione di un drone all’interno della base di Sebastopoli, nella Crimea occupata. Cinque feriti, sospese le previste cerimonie per la festa della Flotta. Le autorità hanno accusato il nemico, l’Ucraina ha negato il suo coinvolgimento. Il mezzo usato è parso piuttosto amatoriale, forse un modello civile modificato per portare una granata, possibile che sia stato attivato nelle vicinanze. Il balletto di versioni ricorda episodi analoghi, quando sono stati presi di mira dei villaggi russi. Kiev, allora, aveva smentito, sostenendo – come in queste ore – che fosse una provocazione. Affermazione che è anche un modo per colpire senza prendersi la responsabilità lasciando che siano gli altri a parlare. Se, invece, sono stati gli ucraini potrebbe trattarsi di un gesto dimostrativo condotto da infiltrati in una data «storica». Ad aggiungere significato alla storia è il contesto. La festa della Flotta – spesso umiliata in Mar Nero – e il discorso del leader del Cremlino per presentare la nuova strategia navale. Molti i messaggi: difenderanno i confini marittimi con ogni mezzo, c’è una sfida globale con gli Stati Uniti, presto entrerà in servizio il nuovo missile ipersonico Zircon, grande impegno per potenziare la Marina. Disegni di grandezza disturbati da quel piccolo velivolo esplosivo a basso costo.

Strategie

Un esperto ha proposto la sua teoria sulla battaglia per Kherson , possibile obiettivo di un’offensiva ucraina nel sud. In sintesi. Kiev non può arrivare ad una vittoria rapida e, al momento, non sarebbe neppure una priorità. La sua pressione punta ad esacerbare la logistica dell’Armata che sta inviando rinforzi da giorni. Possibile che i generali di Putin decidano di ripiegare sulla riva orientale del Dniepr per ridurre le distanze, avere rifornimenti più agevoli, contare su copertura delle artiglierie. Dal campo arrivano sempre notizie di pontoni di barche degli invasori, ponti danneggiati, depositi distrutti. Continuano gli episodi di sabotaggio della resistenza: l’ultimo ha riguardato la ferrovia a Svatove, a nord di Lysychansk.

I raid

Il presidente Zelensky ha invece invitato la popolazione del Donetsk ad abbandonare le proprie per case per evitare di essere bersagliati dai bombardamenti nemici. Un movimento ad anticipare situazioni più difficili in futuro. La Russia martella usando il proprio arsenale: tra i morti Oleksiy Vadatursky, proprietario del grande gruppo agricolo Nibulon, ucciso insieme alla moglie nella zona di Mykolaiv. Vittima collaterale come centinaia di altre. Oppure bersaglio di un attacco mirato in quanto personaggio noto in un settore chiave. E questo alla vigilia della possibile partenza del primo convoglio navale di grano.

Mezzi e forniture

Osservatori segnalano il possibile impiego da parte della resistenza del drone-kamikaze americano Ghost Phoenix, un modello appena uscito dallo status di prototipo fornito da Washington all’alleato. Un video ne mostra l’attacco ad un carro armato. Dalla Polonia, invece, si lamentano della Germania, sempre lenta e indecisa. Varsavia ha ceduto oltre 200 tank all’Ucraina e doveva avere in cambio mezzi tedeschi. Il «cerchio» non è stato completato. Non è andata meglio con i proiettili norvegesi per i blindati anti-aerei tedeschi Gepard: sarebbero inutilizzabili, hanno evidenziato problemi. Come sarebbero sorti guai tecnici per i grandi semoventi PhZ 2000 in quanto concepiti per una cadenza (massima) di 100 colpi al giorno, un limite insufficiente in quanto il duello d’artiglierie richiede fuoco a volontà. A ciò si aggiunge il munizionamento usato per allungare il tiro poco adatto al pezzo. Berlino ha assicurato che troverà un rimedio. Sono tutti nodi di gestione difficili da sciogliere quando si hanno «donatori» così diversi. La Lituania, che insieme agli altri paesi Baltici è tra le più decise a contrastare l’Orso, ha annunciato la spedizione di un’altra decina di blindati M113, non sono macchine moderne, ma servono a riempire «buchi» in un segmento dove gli ucraini sono in svantaggio.

Corriere della Sera, 31 luglio 2022 (pag 10 del 1 agosto)

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