Il taccuino militare di oggi è dedicato alle intenzioni, vere o presunte, dei due contendenti. In questi giorni c’è molto di annunciato, di promesso, dunque la distanza tra la realtà e i desideri è ancora ampia.

Scenario Uno. La Russia sta preparando altre forze, è in corso di formazione il Terzo Corpo, dove confluiscono volontari e soldati avanti con gli anni attirati da una buona paga. L’Armata ha schierato nella zona meridionale di Kherson quasi 25 mila uomini e dedicato risorse ad una serie di linee di difesa. Vuole prevenire l’offensiva ucraina con una possibile azione preventiva alla quale dovranno partecipare anche truppe scelte. Come segnala Illia Ponomarenko sul Kyiv Independent, grande attenzione anche a Zaporizhia.

Scenario Due. Kiev potrebbe tentare la riconquista di Kherson, in questa regione ha ripreso una sessantina di località, ha distrutto in modo sistematico i depositi nemici, ha reso complicato i movimenti danneggiando ponti fissi e quelli mobili. Dalla sua, rispetto al passato, ha un arsenale discreto di artiglieria a lungo raggio, scorte di munizioni. Un quadro diverso rispetto a quanto avvenuto nel Donbass, dove la penuria di proiettili non ha permesso di ostacolare come voluto l’avanzata dei Battaglioni di Putin. Ad oggi gli invasori si sono assicurati il controllo del 78% del Donetsk e del Luhansk, obiettivi dichiarati dal Cremlino, zone dove continuano a conseguire risultati.

Incognite. Per i russi: la possibilità di sostenere una spinta duplice nel Donbass ed una terza nel sud; la qualità dei contingenti, degli ufficiali e dei mezzi; il fattore tempo, con l’arrivo dell’autunno le condizioni meteo potrebbero essere sfavorevoli. Per gli ucraini: la capacità di sfondare le linee a Kherson (attaccare è più costoso che difendersi); la tenuta a est; la gestione del materiale bellico fornito dall’Occidente; il proseguimento degli aiuti con ritmi alti; le condizioni dei suoi soldati; l’adozione di una strategia che esalti i punti di forza e sfrutti quelli negativi dell’avversario. Fonti ufficiose statunitensi hanno espresso attraverso il New York Times un giudizio pessimistico sullo «stato» degli invasori (non è una novità), aggiungendo però che il neo-zar potrebbe ordinare di andare avanti comunque.

Messaggi. I comandi, gli esperti di strategia, gli analisti «telefonano» in anticipo le possibili mosse. In alcuni casi girano le mappe, ricche di frecce, indicazioni, dettagli. Sono linee generali elaborate da osservatori sulle quali si innestano la propaganda delle parti e anche il tentativo di fare cortina fumogena: sarebbe strano descrivere per filo e per segno ciò che intendi fare. Intanto si scambiano accuse. Secondo l’intelligence Usa, i russi starebbero prefabbricando prove per dimostrare che è stata la resistenza a provocare la strage di prigionieri a Olenivka il 27 luglio. A questo fine potrebbero piazzare tra le macerie del carcere componenti dei missili sparati dagli Himars. Amnesty International, invece, ha sostenuto che gli ucraini hanno messo a rischio i civili usando i centri abitati come postazioni. Furiosa la reazione di Kiev: «È una vergogna che l’organizzazione internazionale partecipi ad una campagna di disinformazione».

Corriere della Sera, 4 agosto 2022

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