In attesa che i fronti tornino a «muovere» con maggiore intensità, ucraini e russi si colpiscono alle spalle. Lo fanno scegliendo le armi preferite e cogliendo le opportunità.

Chi ha tradito e collabora con gli invasori è un bersaglio primario dei partigiani che agiscono dietro le linee. Andrei Ryzhkov, ex agente in Ucraina, è stato trovato impiccato nella cittadina di Mykhailivka, regione di Zaporizhzhia. Sembra che svolgesse il ruolo di responsabile locale della polizia russa. Non ci sono dettagli ma potrebbe essere stato eliminato. Il suo è uno dei tanti episodi che hanno segnato la mappa del conflitto. Frequente il ricorso ad ordigni: uno ha mancato di poco un alto funzionario a Mariupol — era celato vicino all’ingresso dello zoo —, un altro ha ucciso un ex esponente dei servizi ucraini passato con i russi. Non sono rare le esplosioni in edifici pubblici. Azioni che perseguono tre linee: destabilizzare il nemico; ostacolare in ogni modo la manovra di Mosca che intende governare le aree conquistate; aumentare il senso di insicurezza. I colpi ripetuti costringono i collaborazionisti a stare in guardia quando vanno ad un appuntamento, nel momento in cui escono di casa o avviano il motore della loro vettura. L’accensione può innescare la trappola.

I russi hanno mobilitato i loro complici. Alcuni spinti da motivazioni politiche, altri in cambio di denaro. È la stessa Kiev a confermare la presenza di elementi che raccolgono dati, inviano coordinate, studiano movimenti. All’Armata di Putin interessa sapere dove si trovano i grossi calibri, i cannoni semoventi forniti dall’Occidente e naturalmente gli Himars. Una spia può individuarli non sul campo di battaglia ma in eventuali centri per la manutenzione/riparazione. Numerosi gli arresti, individui sorpresi nelle vicinanze di target, di solito armati di telefonini con un app per trasmettere ciò che hanno visto.

Una nota di allarme arriva dalla Germania, dove avviene parte dell’addestramento dei soldati dell’Ucraina. Nella vicinanza di una base — ha scritto lo Spiegel — sono stati avvistati alcuni piccoli droni. Tra le ipotesi è che siano impiegati dal Gru, il servizio militare russo, per sorvegliare il programma di assistenza. Con l’intensificarsi degli aiuti bellici da parte della Nato, sono cresciuti gli snodi e i «corridoi» per il transito dell’equipaggiamento, percorsi che ovviamente Mosca cerca di ricostruire. E a proposito delle forniture, uno spunto dal Washington Post: il Pentagono ha iniziato a inviare il materiale anche via mare. È un sistema più lento rispetto agli aerei, tuttavia consente un maggior volume di carico, specie per le munizioni: un ulteriore segnale di come ci si prepari a operazioni lunghe mesi e si pensi a costituire scorte.

Un articolo della Cnn ha confermato che dal 2014, dopo la vittoria dei russi in Crimea, gli Usa hanno preparato l’Ucraina a una tattica di resistenza per poter tenere testa ad un avversario superiore: il Resistance Operative Concept (Roc). Le dinamiche sono apparse in questi mesi in modo evidente attraverso le seguenti linee guida. Primo. Operazioni agili, quasi in stile guerrigliero. Secondo. Coinvolgimento di civili e della popolazione (disobbedienza, contestazione nei villaggi occupati). Terzo. Sabotaggi e incursioni in profondità con il ricorso a forze speciali (anche per causare danni nelle basi come in Crimea). Quarto. Controllo della narrazione, fornendo spunti e titoli e dando l’idea di avere sempre l’iniziativa, propaganda su ogni piattaforma: basta pensare al Santo Javelin, o ai trattori che trainano i tank degli invasori danneggiati. Quinto. Il ruolo di Zelensky, protetto ma ben visibile, con sortite ripetute per galvanizzare il Paese.

Washington ha voluto dare pubblicità alla tattica per mettere in guardia chi pensa di aggredire piccoli Stati illudendosi che sia facile. E l’andamento della campagna in Ucraina lo ha rimarcato, con la Russia colta di sorpresa dalle difficoltà incontrate. Al tempo stesso gli americani hanno passato il Roc ad altri Paesi amici: sono 15 i governi che hanno iniziato a studiarlo o ad adottarlo. A far da avanguardia è una pattuglia composta da Polonia, Estonia e Lituania.

Corriere della Sera, 28 agosto 2022 (pag 11 del 29 agosto)

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