È una costante dall’inizio della guerra. L’intelligence britannica rulla il tamburo per accompagnare le mosse ucraine. Più composta (e realistica) l’analisi degli Usa.

La Cnn ha dato voce a fonti del Pentagono riguardo l’attacco nella zona di Kherson. Come era già avvenuto nei mesi precedenti alla crisi sono stati condotti dei wargame in comune, simulazioni delle future operazioni e la conclusione è stata chiara: l’Ucraina deve limitare il fronte dell’offensiva, concentrandosi su un teatro specifico. Ed è quello che il comando – secondo l’emittente – ha fatto. Kiev avrebbe voluto lanciare le sue unità verso Zaporizhzhia ma Washington lo ha sconsigliato all’alleato suggerendo di scegliere obiettivi meno ampi.

La resistenza ha modulato i reparti avendo in mente Kherson e gli aiuti alleati sono stati calibrati tenendo conto proprio di questo. Sempre intenso il supporto dell’intelligence. Gli americani, pur riconoscendo che la Russia continua ad avere la superiorità strategica, sostengono che i soldati di Zelensky hanno risposto con maggiore «professionalità» e capacità. Il quadro resta comunque incerto. I funzionari citati dalla Cnn non si sbilanciano sull’esito finale del contrattacco, ammettono che prenderà tempo e vogliono studiare la reazione degli invasori, devastanti con l’artiglieria. È sempre il solito messaggio: la quantità delle bocche da fuoco rappresenta una componente fondamentale, apre vuoti. Gli ucraini, rispetto a quanto avvenuto in passato, hanno una risposta più precisa. Ciò grazie ai sistemi Nato: non solo i cannoni ma anche i radar che scoprono le batterie. I responsabili del settore meridionale hanno precisato che proseguono «le battaglie di posizione contro gli occupanti e la distruzione dei rifornimenti nemici per ridurre le loro forze». Parole che portano ad escludere movimenti di grande portata bensì enfatizzano la strategia di logoramento. Saranno gli sviluppi di queste settimane a dire quanto stiano incidendo. Mosca, invece, ribadisce che l’avversario subisce molti danni in uomini e mezzi.

Il punto debole degli occupanti può essere quello dei rincalzi e dei Battaglioni rimessi in piedi dopo le perdite dell’inverno. La stima delle intelligence occidentali insiste sulle difficoltà nel reclutamento di elementi in grado di imporre una svolta. Il riferimento è allo schieramento presente e ai rinforzi rappresentati dal Terzo Corpo, appena formato e in procinto di dare il suo contributo. Nota: l’osservazione negativa è diffusa tra gli esperti di strategia, però lo è da mesi e nonostante questo Vladimir Putin non ha cambiato idea sul proseguimento dell’invasione.

Corriere della Sera, 1 settembre 2022

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