È battaglia sul fronte di Kherson, è scontro di versioni tra i contendenti. Kiev mantiene l’iniziativa e colpisce le retrovie, Mosca afferma che l’operazione speciale procede secondo programma.

Molta incertezza però su situazione reale, al punto che «litigano» tra loro anche gli esperti occidentali tra chi è pessimista (o cauto) sull’offensiva degli ucraini e chi (la maggioranza) pensa l’opposto pur riconoscendo che le notizie sono incomplete. Quelli che condividono la seconda visione ritengono che gli invasori nel settore del Dnipro siano in difficoltà, elencano tank e blindati distrutti, sottolineano i presunti raid dei droni di fabbricazione turca TB2 documentati da video, un segnale — affermano – che l’aviazione è libera d’agire in quanto i missili anti-radar avrebbero debilitato lo scudo. Costanti i riferimenti ai danni subiti da ponti e traghetti indispensabili per i russi in Crimea, ipotizzano ripiegamenti su una seconda linea. Siamo in una guerra d’attrito (e di propaganda) dove l’Ucraina prova «consumare» lo schieramento di Putin rendendo insostenibili i rifornimenti. Di conseguenza si guarda a ciò che avviene più lontano, alle contromosse, ai preparativi ma si ragiona anche su quali siano i veri obiettivi e sulle risorse a disposizione dei due Stati Maggiore.

La Russia starebbe mobilitando il nuovo Terzo Corpo ma anche 10 mila elementi necessari a rinforzare l’apparato ferroviario attraverso il quale passa gran parte della logistica. I blogger militari russi accompagnano la narrazione pubblicando immagini di mezzi nemici neutralizzati, tra questi blindati turchi e britannici arrivati con i numerosi «pacchetti» d’aiuti occidentali. È ancora protagonista Ramzan Kadyrov riapparso in scena con un video. Il dittatore ceceno aveva annunciato sabato che si sarebbe preso una pausa indefinita, sortita che ha innescato speculazioni su quali siano le vere intenzioni o se lo aspettino incarichi diversi. Ieri il leader, tornando su questioni contingenti, ha descritto un’offensiva delle sue unità speciali Akhmat insieme alle milizie del Lugansk nelle regioni orientali. I toni sono trionfalistici, gli stessi che l’alleato del neo-zar ha usato fin dai primi giorni dell’invasione per descrivere l’attività delle sue truppe impiegate durante la fallita avanzata su Kiev.

A chiudere un report dei ricercatori del centro inglese Conflict Armament Research. Analizzando i rottami delle armi usate dagli aggressori hanno trovato nuove conferme sull’uso di tecnologia occidentale. Componenti arrivate in Russia nonostante le sanzioni imposte dopo la crisi in Crimea. Il secondo aspetto riguarda la bassa qualità di alcuni sistemi e ciò in contrasto con la propaganda del Cremlino sulla superiorità dell’arsenale.

Corriere della Sera, 4 settembre 2022 (pag 12 del 5 settembre)

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