Le foto «bucano», servono alla propaganda, possono diventare strumenti di lotta politica all’interno degli schieramenti. E la crisi ucraina diventa il palcoscenico di una tragedia vera.

Pochi giorni fa il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha criticato la gerarchia militare di Mosca per la disfatta di Lyman e ha accusato uno dei comandanti, il generale Alexandr Lapin, di essere rimasto alla sua scrivania mentre i suoi soldati morivano. La Difesa russa non ha perso tempo, e ha risposto diffondendo le immagini dell’alto ufficiale in visita al fronte, impegnato a seguire in diretta gli sviluppi della battaglia. Nel pacchetto informativo compariva anche una mappa e, nonostante fosse stata parzialmente oscurata, ha permesso a un ricercatore di localizzare la posizione indicata: la zona a est di Siversk, nella regione di Donetsk. Dalla foto è emerso anche che i militari hanno radio ricetrasmittenti di modello comune, non criptate: un particolare non da poco che potrebbe confermare una scarsa attenzione alla protezione delle comunicazioni.

Piccole e grandi schermaglie che coinvolgono i protagonisti della crisi. Lo stesso dittatore ceceno è entrato più volte nello show: nei primi giorni dell’offensiva, quando le cose andavano ancora bene, aveva annunciato una sua puntata nella base di Hostomel, l’aeroporto conquistato e poi perso dagli invasori a fine febbraio. Ed aveva rilanciato delle foto. Ora, con la Russia in piena mobilitazione, Kadyrov ha annunciato che è giunto il momento di «offrire» i tre figli alla patria. Ed ecco, puntuali, le foto dei ragazzi con le armi in pugno. Se poi partiranno davvero non lo sappiamo. In questa fase l’esponente ceceno sta giocando un’ambiziosa partita, proponendosi come alternativa ai generali dello Stato Maggiore. È convinto di poter far meglio e offre al Cremlino una fedeltà assoluta. Un’invasione di campo che però non è piaciuta a tutti.

Sulle immagini poggia anche la politica europea di sostegno alla resistenza ucraina: sono un modo per confermare la vicinanza al presidente Volodymyr Zelensky e, al tempo stesso, dimostrare iniziativa al proprio elettorato. A fine agosto, ad esempio, il cancelliere tedesco Olaf Scholz è stato fotografato a bordo di un Gepard mentre incontrava i soldati di Kiev che si trovavano in Germania per l’addestramento. Un mese dopo la premier estone Kaja Kallas, fra i più attivi nel sostenere gli ucraini, si è lasciata ritrarre con un Javelin anti-carro in spalla durante un’esercitazione delle forze armate locali. Nei giorni scorsi, poi, la ministra della Difesa tedesca Christine Lamprecht ha fatto pubblicare alcune immagini della sua visita alle trincee nella regione di Odessa.

Corriere della Sera, 5 ottobre 2022

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