Il Generale Inverno incombe, il conflitto diventerà ancora più duro e Kiev chiede aiuto per equipaggiare i suoi soldati. Le prime risposte sono già arrivate, altre seguiranno. Al termine della riunione Nato a Bruxelles, il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin è stato chiaro: chi non è in grado di dare armamenti può spedire materiale per consentire alla resistenza di agire in un ambiente climatico ostile, specie con l’arrivo tra qualche mese di neve e gelo. I militari sono sfiancati, le postazioni o le trincee diventano trappole, è complicato anche avere qualche ora di riposo. Il nemico bombarda, il freddo non concede tregua, non basta certo una mimetica a testa o indossare una maglia in più. Serve il cambio e la qualità. Gli ucraini hanno l’esperienza maturata in anni di conflitto nel Donbass, hanno provato sulla loro pelle — come i russi — gli effetti, e ora hanno trasmesso agli alleati liste per sollecitare un’assistenza mirata.

Tra i primi a rispondere il Canada, Paese tra i più decisi nel sostenere la lotta dei difensori. Il ministro della Difesa Anita Anand ha annunciato l’invio di 500 mila set: scarponi adatti, guanti, copricapi, parka, sacchi a pelo. Un pacchetto da 15 milioni di dollari. La Germania ha promesso una fornitura ad hoc, che comprendente tende riscaldate. Si sono già mossi Stati i cui eserciti agiscono in teatri «rigidi»: Svezia, Finlandia, Lituania, Estonia hanno messo a disposizione kit presenti nei loro depositi o lo faranno. Come per i droni e le radio, sono iniziate raccolte da parte di associazioni e privati. Le collette permettono di comprare giacconi, materassini, passamontagna, calzettoni, scaldamani usa e getta. Importanti sono anche il cibo e le razioni da combattimento.

Il fronte interno non va sottovalutato. Saranno mesi lunghi e difficili, nella valutazione del Pentagono le truppe di Zelensky — se dotate di quello che chiedono — potranno sostenere lo sforzo. All’opposto ci si interroga quale sia il livello di preparazione dei reparti mobilitati dal Cremlino: sono numerose le testimonianze di fanti mandati verso la prima linea con il minimo necessario. A volte un fucile, una vecchia divisa e un elmetto. Un video circolato in rete ha mostrato un ufficiale russo invitare le reclute ad arrangiarsi. Fonti ucraine hanno affermato che Mosca ha provato a comprare corpetti anti-proiettile e set invernali per migliaia di uomini in Turchia ma Ankara si sarebbe rifiutata. È possibile che queste notizie siano esagerate o enfatizzate, la Russia non è certo inesperta, lo dice la sua Storia. Solo che l’invasione ha riservato sorprese e i numeri da gestire sono estremamente alti, esigenze che impongono una logistica perfetta.

Corriere della Sera, 13 ottobre 2022 (pag 18 del 14 ottobre)

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...