ll direttore della Cia William Burns è stato dal principio l’uomo della crisi. Ha messo in allarme l’Occidente sul pericolo dell’invasione (e non è stato ascoltato), è andato a Mosca per ammonire il Cremlino sui rischi e rendere chiaro ciò che sapeva sulle mosse. Poi, con i suoi uomini e donne, ha garantito un supporto vitale alla resistenza. Ora Burns è di nuovo sotto la luce. Il numero uno dell’agenzia ha compiuto una missione segreta a Kiev all’inizio di ottobre rivelata dai media americani mercoledì.

La visita ha accompagnato una fase molto delicata. Gli ucraini provano a sfondare nella regione di Kherson mentre gli invasori continuano a demolire le infrastrutture con missili e droni. In campo occidentale non mancano gli interrogativi su quali siano i limiti di un impegno gravoso. Ecco che allora i contatti diretti di Burns con Volodymyr Zelensky e altri dirigenti hanno anche un valore «politico», servono a fissare linee e ad affrontare questioni che vanno oltre gli aspetti operativi. C’è chi specula che vi sia un collegamento con il temuto fronte nucleare.

L’intelligence americana ripete che non vi sono segnali di un possibile uso di armi atomiche tattiche da parte della Russia, cerca di separare le sortite propagandistiche da pericoli concreti. Tuttavia, per professione, deve contemplare qualsiasi scenario. I diplomatici di Mosca all’estero negano a ripetizione che vi sia l’intenzione di scatenare l’Armageddon, posizione ribadita dallo stesso Putin nell’ultimo discorso. Gli osservatori (quelli pessimisti) però ricordano: il neo-zar ha deciso l’assalto all’Ucraina informando solo un cerchio ristretto di gerarchi. Un’azione militare iniziata male e proseguita peggio, come rivelano le testimonianze.

I giornalisti della Reuters hanno raccolto ordini di servizio, carte, documenti sullo stato dell’Armata russa nella regione di Kharkiv nelle settimane precedenti all’offensiva ucraina. Dati confermati dai controlli incrociati che rispecchiano altre informazioni enfatizzate da Kiev. C’è sempre il pendolo tra realtà e propaganda. I reporter hanno «scavato» nella base abbandonata di Balakliia, a 90 chilometri da Kharkiv. Una postazione che ha ospitato milizie filo-russe ma anche i soldati, membri dell’11esimo Corpo, parte della Flotta del Baltico. I primi erano pagati meno: un sergente guadagnava l’equivalente di 1.400 dollari al mese mentre un pari grado «regolare» ne riceveva 3.200 più un bonus.

In agosto i militari, nonostante l’equipaggiamento precario, tengono, conquistano posizioni, molti di loro si guadagnano citazioni per medaglie al valore. Ma, con il passare delle settimane, il quadro peggiora, il nemico aumenta i bombardamenti usando anche i temuti lanciarazzi Himars, molto precisi e devastanti. Gli occupanti intercettano comunicazioni dell’avversario, sono «voci» che si esprimono in inglese, estone, olandese, americano. Sono volontari stranieri o consiglieri che assistono l’esercito di Zelensky.

Chi è nei bunker si lamenta: mancano i droni, i pochi inviati non funzionano e il personale non è addestrato in modo adeguato. Vengono inviati apparati che potrebbero «disturbare» gli ordigni lanciati dagli Himars, l’informazione si rivela falsa. Alcuni reparti sono ai minimi, appena il 20% della forza effettiva. Tanti i malati, i caduti, i feriti e una quota di disertori. Alla fine di agosto — secondo l’inchiesta Reuters — i ranghi dei battaglioni si assottigliano, in alcuni casi è difficile comprendere come possano combattere: un reparto ha appena 49 elementi rispetto ai 240 previsti.

Scarseggiano munizioni, tank, blindati. E gli ufficiali sono consapevoli. Ai problemi logistici si sommano quelli della leadership, infatti uno dei comandanti è rimosso. Quando il 6 settembre l’Ucraina prova una seconda spallata lo schieramento cede, c’è la ritirata caotica, i russi si lasciano dietro di tutto. Dalle carte ai corpi degli uccisi, non c’è tempo per un ripiegamento ordinato. Le immagini di Balakliia non sono le uniche: è enorme il bottino di guerra conquistato dalla resistenza, significativo il successo.

Corriere della Sera, 27 ottobre 2022

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