Il Pentagono ha presentato ieri il nuovo bombardiere nucleare stealth B-21 Raider, che il contractor Northrop Grumman ha sviluppato in gran segreto negli ultimi sette anni e che sostituirà gradualmente i primi aerei della Guerra Fredda attorno al 2040. In una cerimonia organizzata all’interno dell’Air Force Plant 42, uno stabilimento di massima sicurezza della multinazionale ma di proprietà del governo americano a Palmdale, a nord di Los Angeles, i vertici militari e di Northrop hanno mostrato per la prima volta al pubblico il bombardiere del futuro, il primo realizzato dagli Stati Uniti in oltre 30 anni. Dopo il passaggio in cielo dei tre bombardieri ancora in servizio — il B-52 Stratofortress, il B-1 Lancer e il B-2 Spirit — dall’hangar è uscito un «pipistrello» grigio e affusolato, matricola 0001, coperto da un telone, illuminato da luci laser blu e accompagnato da una colonna sonora cinematografica. «Non è soltanto un nuovo aeroplano», ha spiegato il segretario alla Difesa Lloyd Austin. «Incarna la determinazione americana a difendere la repubblica che tutti amiamo».

Il B-21 Raider — dedicato ai Doolittle Raiders, i sedici bombardieri capitanati dal tenente colonnello Jimmy Doolittle che condussero l’incursione aerea su Tokyo il 18 aprile 1942, in risposta a Pearl Harbor — rientra nel tentativo del Pentagono di rinnovare le tre gambe della triade nucleare americana, insieme a quella terrestre e quella sottomarina, mentre si trova ad affrontare un cambiamento strategico epocale: dalle campagne di controterrorismo degli ultimi decenni, ora l’obiettivo si è spostato sulla necessità di contrastare la rapida modernizzazione militare cinese. Il nuovo bombardiere è il primo velivolo a lungo raggio con tecnologia di sesta generazione, come la definisce Northrop, che sfrutta connessione, dati e intelligenza artificiale per assistere i piloti in missioni nello spazio aereo nemico: pur essendo di stanza negli Stati Uniti, potrà volare ovunque nel mondo ed essere impiegato ad esempio nel contesto indo-pacifico.

«Il B-21 sembra imponente, ma ciò che c’è sotto il telaio e i rivestimenti è ancora più impressionante», ha affermato Austin, spiegando che il velivolo è un simbolo e rafforza la capacità deterrente dell’America. «Anche i sistemi di difesa aerea più sofisticati faticheranno a rilevarlo nei cieli», ha specificato il capo del Pentagono. «Cinquant’anni di progressi nella tecnologia a bassa osservabilità sono confluiti in questo aereo». L’aereo, ha proseguito Austin, potrà trasportare sia armi nucleari che convenzionali ed è stato costruito con una «architettura di sistema aperta», che consente cioè di incorporare «nuove armi che non sono ancora state inventate».

In pratica, ha chiarito Kathy Warden, amministratrice delegata di Northrop Grumman, «stiamo prendendo tecnologia dal futuro per portarla qui e ora, in questo aeroplano». Il programma — che resta altamente classificato — dovrebbe costare almeno 80 miliardi, con l’aeronautica statunitense che ha in programma l’acquisto di un centinaio di velivoli a circa 700 milioni di dollari l’uno: al progetto lavorano circa 8 mila persone e 400 fornitori dislocati in 40 Stati americani. Il primo volo è previsto per il prossimo anno e, in futuro, il B-21 — di cui per ora esistono sei prototipi in fase di prova al suolo — potrebbe anche essere guidato da remoto. «È una testimonianza», ha detto il segretario alla Difesa, «dei vantaggi duraturi dell’America in termini di ingegno e innovazione».

Corriere della Sera, 3 dicembre 2022

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