Archivi categoria: A Magazine – Anna

“Third world America”, la fine della middle class attraverso gli occhi di Arianna Huffington

Time Magazine l’aveva annunciata all’inizio degli anni ottanta, se ne parla da ormai da quasi trenta anni: la classe media americana è scomparsa. Con un piccolo ritardo è arrivata l’autorevole conferma di Arianna Huffington, una delle persone più influenti degli Stati Uniti, giornalista e cofondatrice del sito internet Huffington Post. Il suo nuovo libro “Third world America”, racconta la scomparsa della classe media americana, peculiarità tipica di un paese del cosiddetto terzo mondo. Secondo Arianna, le radici del declino sarebbero da rintracciare nell’amministrazione Reagan, quindi nel crescente numero di giovani che negli anni novanta si ritrovarono senza lavoro finita l’università, per poi arrivare al crollo del nuovo millennio, con la crisi del credito, la bolla immobiliare e la disoccupazione che ha raggiunto livelli stratosferici. Ma la situazione era stata prevista con largo anticipo, come è lei stessa a far notare citando undici libri che preannunciano il collasso della middle class. La prima fu Katherine Newman, che nel 1989 notava nel suo libro”Falling from grace: the experience of the downward mobility in the american middle class” come i salari della classe media fossero ormai stagnanti, avvertendo delle difficoltà cui sarebbero andate incontro le nuove generazioni. Nel 1994 era arrivata la conferma di Wallace Peterson, che in “Silent depression: the fate of the American dream” raccontava come, nonostante l’espansione economica degli Stati Uniti, la classe media vivesse in depressione dal 1973. Non erano gli unici, l’ultimo in ordine di tempo, nel 2009, è stato Nan Mooney, che nel suo libro “Not keeping up with our parents” specifica come i lavori tipici della classe media, costosi da un punto di vista dell’educazione, siano però poco retribuiti. Visto che gli undici libri non bastavano a però convincere il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner, Arianna ha deciso di lanciare la sfida aprendo una nuova sezione sul sito dove racconterà le storie che confermano la sua teoria. Si chiama, ovviamente, “Third world America”.

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Shaquille O’Neal si finge una bambina di dodici anni per catturare pedolifi su internet

Campione plurititolato sui campi da basket, investigatore a caccia di pedofili fuori dal campo. E’ la doppia vita di Shaquille O’Neal, superstar della Nba appena passato ai Boston Celtics, da quasi vent’anni uno dei giocatori più famosi della lega. Dal 2003 il gigante buono, alto 2,16 metri e pesante 147 chili, riesce con straordinaria destrezza a trasformarsi, quando è al computer, in una bambina di dodici anni, nel tentativo di catturare pedofili. Collabora infatti con la polizia per combattere i crimini commessi su internet contro i bambini, fingendosi una preda. Il suo lavoro ha dato ottimi risultati, visto che di predatori ne ha fatti catturare un gran numero. “Se mi vedi significa che ti abbiamo preso”, ha raccontato in una intervista, “se veniamo a casa tua è tutto finito. Stai per essere arrestato”. Una seconda attività estremamente sorprendente e degna di nota, soprattutto per una star del suo calibro, anche se negli Stati Uniti molti se la ridono, immaginando Shaq nei panni di una bambina di dodici anni.

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Chelsea ha detto sì, Lisa Simpson è scappata dall’altare

Questo matrimonio non s’aveva da fare. Se il 31 luglio Chelsea Clinton e Marc Mezvinsky sono convolati a giuste nozze, c’era un altro matrimonio che si sarebbe dovuto svolgere il giorno dopo, ma alla fine è andato a monte: quello di Lisa Simpson, l’intelligentissima figlia di Homer e Marge Simpson, il piccolo genio della famiglia. Tutti pensavano che alla fine il fortunato sposo sarebbe stato Milhaus, il migliore amico del fratello Bart, ma in un episodio del cartone animato andato in onda nel 1995 e intitolato “Il matrimonio di Lisa” era invece stato rivelato che la giovane protagonista avrebbe sposato Hugh Parkfield, elegante e studioso ragazzo inglese, proprio il primo agosto del 2010, all’età di 23 anni. Il matrimonio era già stato organizzato, le partecipazioni spedite, ma alla fine Lisa ha cambiato idea, abbandonando lo sposo a un passo dall’altare. Hugh sarebbe voluto tornare a vivere in Inghilterra, ma per la piccola Simpon sarebbe stato impossibile lasciare l’adorata Springfield.

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Una vita da Mad Men a New York

Son tutti pazzi per Mad Men. Il 25 luglio è iniziata negli Stati Uniti la quarta stagione della fortunata serie tv. A New York non si aspettava altro, c’era gente in giro vestita come i protagonisti del telefilm, mentre a Times Square andava in onda l’anteprima della puntata, con un’ora d’anticipo rispetto alla televisione. Se però sognate una vita come quella di Don Draper, Joan Holloway o Peggy Olsen, nella città che non dorme mai una soluzione c’è. Molti dei locali dove i soci dell’agenzia pubblicitaria Sterling Cooper passavano le serate con amici e clienti sono infatti ancora aperti, nonostante siano passati quasi cinquanta anni. Dall’intramontabile bar dell’Hilton Hotel sulla Sixth Avenue, dove Don e i colleghi hanno consumato centinaia di drink, passando per l’Oyster Bar a Grand Central, aperto nel 1913, dove gli uomini di Madison Avenue gustavano ostriche e champagne, fino all’Oak Bar del Plaza Hotel, a Central Park South, alle bistecche della Keen’s Steakhouse, all’ombra dell’Empire State Building, e ai famigerati hamburger di P.J Clarke’s. Per lo shopping si può sempre fare un salto da Paul Smart, elegante negozio di Madison Avenue, mentre scendendo verso il West Village si incontra El Faro, ristorante spagnolo dove Don portava le sue conquiste. Per una vera vita da Mad Men si deve andare da Paul Molè, il barbiere di fiducia della Sterling Cooper, aperto da quasi cento anni, e dormire allo Sherry Netherland, uno degli alberghi più chic della città con vista su Central Park. A New York, in fondo, tutto è possibile. Anche viaggiare nel tempo.

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Lou Reed, musica da cani

Anche i cani hanno bisogno di distrazioni e intrattenimento.  Per questo Lou Reed ha deciso di organizzare un concerto per cani, o meglio “un’incontro sociale fra specie”, come lui stesso lo ha definito. Insieme alla moglie Laurie Anderson si esibirà questo mese fuori dall’Opera House di Sidney, in Australia, in uno spettacolo interamente dedicato al pubblico a quattro zampe e intitolato Music for Dogs. Il concerto sarà breve, venti minuti in cui la coppia eseguirà brani ad alte frequenze udibili solamente dagli animali. Il motivo? I cani non hanno una lunga capacità di concentrazione. Lo storico fondatore dei Velvet Underground e la moglie si esibiscono tuttavia già da tempo per il loro cane, un terrier chiamato Lollabelle. “Le piacciono le musiche dolci ma con ritmo”, ha confidato il cantante newyorkese alla Bbc.

Andrea Marinelli

A n.24, 2010

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Lady Gaga è donna, parola di Caitlin

Lady Gaga è donna al 100%. A scacciare definitivamente i dubbi ci ha pensato la giornalista del Times Caitlin Moran, che ha intervistato la cantante prima di un concerto a Berlino ed è poi stata invitata a passare la serata con lei e alcuni membri dello staff. Una serata trasgressiva per la giornalista, che tutto si aspettava meno di finire a un sex party in un edificio industriale, pieno di labirinti e con letti in ogni angolo.  Dopo aver passato la notte a bere, alle tre le ragazze si sono accasciate esauste su un divano, la testa di Lady Gaga sulle gambe di Caitlin. “E’ passato un minuto e Gaga si è alzata di scatto, invitandomi a seguirla lungo una serie di corridoi, fino ad arrivare al bagno per vip”, ha raccontato la giornalista. “Indossi una tutina”, le avrebbe detto la cantante con solidarietà femminile, “in un bagno normale non riesci a toglierla”. Mentre Caitlin cercava di sfilarsi la tutina per andare al bagno Lady Gaga si è seduta e ha cominciato a fare pipì. “La faccio attraverso le calze a rete”, avrebbe commentato.  E così, al termine di una lunga notte di whiskey, Caitlin ha avuto il suo scoop: “i pettegolezzi sono finiti, posso confermare che Gaga non ha il pene”, racconta ora soddisfatta la giornalista.

Andrea Marinelli

A n.23, 2010

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Lindsay Lohan e il lancio del cocktail

Se vedete Lindsay Lohan con un bicchiere in mano fate attenzione. L’attrice americana si sta specializzando in una nuova disciplina: il lancio del cocktail. Venerdi’ scorso al 1Oak, locale del jet-set newyorkese a Chelsea, Linsday ha dato il meglio di se’, poche settimane dopo aver inzuppato la sua ex fidanzata, la dj Samantha Ronson. Tutto è iniziato per un tavolo. Lindsay voleva assolutamente sedersi di fronte al dj, dove però erano seduti due giocatori di hockey dei New York Rangers, Sean Avery e Aaron Voros, quest’ultimo accompagnato dalla fidanzata, la top model canadese Jessica Stam. L’attrice ha provato in tutti i modi a far spostare il trio, ma senza successo. Lindsay ha anche detto che Voros era il suo ex fidanzato e che non lo voleva attorno. Voros ha pero’ negato di conoscere la Lohan, dicendo di non averla mai incontrata prima. Proprio mentre lo staff del locale cercava di calmarla, Lindsay ha tirato il suo cocktail in faccia alla modella, lasciando basiti i giocatori, che tuttavia non hanno reagito. La security non la ha allontanata, ma l’attrice se ne è andata, furiosa, poco dopo.

Andrea Marinelli

A n.22, 2010

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