Settore servizi bene a dicembre, indice a 57,1 punti

Analisti attendevano dato a 55,7, a novembre era 55 punti

In dicembre l’attività nel settore servizi degli Stati Uniti ha fatto un buon passo in avanti nel percorso verso la piena ripresa. L’Institute for Supply Management ha comunicato che l’Ism servizi è aumentato il mese scorso a 57,1 punti dai 55 di novembre. Il risultato è molto superiore alle aspettative degli analisti, che attendevano un aumento a 55,7 punti. Una performance superiore ai 50 punti indica un’espansione del settore terziario.

La componente che misura l’occupazione è diminuita a dicembre a 50,5 punti dai 52,7 punti di novembre, mentre il sottoindice per i nuovi ordini è balzato a 63 punti dai 57,7 punti del mese precedente, così come la componente riguardante i prezzi, cresciuta a 70 punti dai 63,2 di novembre.

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Cuomo punta a congelamento stipendi dipendenti statali a New York

L’idea è parte del piano statale di emergenza finanziaria

Il nuovo governatore democratico dello stato di New York Andrew Cuomo ha intenzione di congelare gli stipendi dei dipendenti statali per un anno, come aveva annunciato durante la campagna elettorale. L’idea fa parte del piano di emergenza finanziaria che il governatore, insediatosi ad Albany il primo gennaio, esporrà durante il discorso sullo Stato dello Stato che effettuerà mercoledì. Questa decisione porterà molto probabilmente a una dura battaglia fra Cuomo e i sindacati del settore pubblico, tradizionalmente molto forti nello stato di New York.

Il congelamento degli stipendi farebbe risparmiare allo stato fra i 200 e i 400 milioni di dollari, una cifra abbastanza modesta rispetto a un deficit previsto superiore a 9 miliardi di dollari, ma per Cuomo si tratterebbe di una vittoria politica importante.

Il piano di congelamento verrebbe comunque negoziato con i sindacati, ma con il contratto di lavoro in scadenza il 31 marzo per la maggior parte dei 190.000 dipendenti statali Cuomo avrà maggiore libertà di movimento.

Il governatore, che durante la campagna elettorale era stato appoggiato dai dipendenti pubblici, spera comunque che i sindacati si uniranno a lui per tentare di risolvere i problemi di budget dello stato.

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Spese per costruzioni aumentano a novembre oltre aspettative

Il dato cresce per il terzo mese consecutivo, industria cresce

Le spese per le costruzioni negli Stati Uniti sono aumentate a novembre per il terzo mese consecutivo, segno che l’industria sta crescendo nonostante la disoccupazione e le difficoltà nel trovare finanziamenti. Secondo il dipartimento del Commercio, il dato è aumentato dello 0,4% rispetto a ottobre, a un livello complessivo di 810,23 miliardi di dollari. Gli analisti attendevano una crescita dello 0,2%. Sono stati rivisti al rialzo anche i dati dei due mesi precedenti: a ottobre si è registrato un aumento dello 0,7%, mentre a settembre la crescita è stata dell’1,2%.

L’aumento superiore alle aspettative è stato causato da una crescita in tutti i principali settori delle costruzioni. Le spese per i progetti residenziali sono aumentate a novembre dello 0,7% a 246,78 miliardi di dollari, dopo la crescita del 3,7% registrata a ottobre.

Le spese per progetti non residenziali si sono attestate in rialzo dello 0,3%, mentre nel settore pubblico le spese per costruzioni hanno registrato un aumento dello 0,7% a 318,47 miliardi di dollari. Nel settore privato le spese per costruzioni sono aumentate dello 0,3% a 491,76 miliardi di dollari.

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Ism manifatturiero cresce a dicembre, ma meno aspettative

Si tratta del diciassettesimo mese consecutivo in aumento

Il comparto manifatturiero statunitense ha continuato a crescere nel mese di dicembre, registrando il diciassettesimo aumento consecutivo. L’Ism manifatturiero si è attestato a dicembre a 57 punti, in rialzo rispetto ai 56,6 punti di novembre. Gli economisti attendevano 57,1 punti, ma un dato sopra i 50 punti indica comunque espansione nel settore.

I nuovi ordini sono aumentati a 60,9 punti dai 56,6 punti di novembre, mentre l’indice relativo alla produzione è cresciuto a 60,7 punti dai 55 punti del mese precedente.

L’occupazione nelle fabbriche è diminuita a dicembre, con l’indice si è attestato a 55,7 punti contro i 57,5 punti di novembre. L’inflazione è invece aumentata. Il dato è salito a 72,5 punti dai 69,5 punti del mese precedente.

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Dipartimento Stato Usa, Khodorkovsky: è un abuso del sistema legale

Dipartimento di Stato: utilizzato a fini impropri

Il Dipartimento di Stato americano ha criticato duramente la condanna a 14 anni di carcere complessivi per furto di petrolio e riciclaggio di Mikhail Khodorkovsky, ex magnate del petrolio russo ed ex patron di Yukos, definendo la sentenza un abuso del sistema legale russo.

“Rimaniamo preoccupati per le serie violazioni procedurali, e per quello che sembra essere un uso abusivo del sistema legale per fini impropri, specialmente ora che Khodorkovsky e Lebedev sono stati condannati al massimo della pena”, ha fatto presente il portavoce del Dipartimento di Stato americano Mark Toner.

“Il governo russo”, ha continuato Toner, “non può sviluppare un’economia moderna senza sviluppare allo stesso tempo un sistema giudiziario indipendente che serva da strumento per un’ulteriore crescita economica, assicurando parità di trattamento davanti alla legge e perseguendo la giustizia in modo giusto e prevedibile”.

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Blanchard: timori su sistema bancario europeo “esagerati”

Per limitare le paure aumentare la trasparenza prima possibile

I timori sul sistema bancario europeo sono “esagerati”. E’ quanto sostiene il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard, che ha rilasciato un’intervista al periodico del Fondo, Imf Survey. “L’unico modo per limitare queste paure è aumentare la trasparenza, meglio il prima possibile”.

“Questo significa”, ha specificato Blanchard, “nuovi stress test più credibili, oltre a regole più chiare sulla divisione dei problemi: quante perdite saranno assorbite dai creditori, quante dai governi nazionali e dall’Unione europea”. A proposito degli aiuti il capo economista ha puntualizzato che “se ne parla molto e vagamente, io credo che debbano essere abbastanza limitati”.

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Blanchard: per paesi europei aggiustamenti macroeconomici

Avrebbero dovuto farli indipendentemente dalla crisi, ora più duri

“Non ci sono dubbi che diversi paesi in Europa affronteranno lunghi e duri aggiustamenti macroeconomici”, ha dichiarato il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard in un’intervista a Imf Survey, periodico del Fmi. “In molti casi avrebbero dovuto farli indipendentemente dal fatto che ci fosse stata la crisi o meno. La crisi globale li ha soli resi più difficili”.

“Per i paesi dell’Euro e per quelli che operano con tassi di cambio fisso si tratterà di un lavoro lungo e difficile”, ha continuato Blanchard. “Fatta eccezione per Grecia le difficoltà di bilancio sono il risultato del crollo macroeconomico, non di un comportamento fiscale irresponsabile”.

“Quello che serve”, ha spiegato il capo economista del Fmi, “non sono forti tagli immediati, ma rassicurazioni a medio termine, un percorso credibile verso la stabilizzazione ed eventualmente la riduzione del debito”.

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Blanchard: “nel 2011 ripresa economica a due velocità”

“Crescita debole per economie avanzate”, spiega a Imf Survey

Il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard ha rilasciato un’intervista a Imf Survey, periodico del Fmi, pronosticando che “una ripresa economica a due velocità molto probabilmente dominerà il 2011, con una crescita debole per quanto riguarda le economia avanzate, appena sufficiente per ridurre la disoccupazione, e le economie emergenti che affronteranno le sfide del successo, fra cui evitare il surriscaldamento delle loro economie e gestire grandi flussi di capitale”.

Secondo Blanchard il prossimo anno i paesi dovranno continuare a concentrarsi sul ribilanciamento delle proprie economie, a cominciare da misure strutturali e da aggiustamenti dei tassi di cambio, “senza il quale non si avrà una ripresa sana”.

“E’ molto semplice”, ha spiegato Blanchard. “Prima della crisi la crescita in molti paesi avanzati scaturiva da una domanda interna eccessiva. Non si poteva continuare così”. Secondo il capo economista del Fmi questi paesi “finora hanno usato politiche fiscali per sostenere la domanda interna. Era necessario, ma non è sostenibile. I paesi in deficit di bilancio si devono affidare soprattutto alla domanda esterna, alle esportazioni. I paesi in attivo, molti dei quali mercati emergenti, dovranno fare l’opposto, puntando sulla domanda interna e riducendo la propria dipendenza dalle esportazioni”.

“Questo non per dire che senza ribilanciamento la ripresa non andrà avanti”, ha concluso Blanchard. “La continua politica di espansione fiscale, o il ritorno dei consumatori americani alle vecchie abitudini di scarso risparmio possono sostenere la domanda e la crescita per qualche tempo. Ma ricreeranno alcuni dei problemi che sono stati alla base della crisi. E indovinate cosa succederà poi”.

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Compromessi su case esistenti aumentano più aspettative

A novembre dato in rialzo del 3,5%, massimo in sette mesi

I compromessi su case esistenti negli Stati Uniti sono aumentati più delle aspettative a novembre, toccando i livelli massimi in sette mesi, segno che la domanda continua ad aumentare gradualmente.

Secondo la National Association of Realtors, l’indice che misura le vendite di case per cui è stato firmato il compromesso ma non il rogito è aumentato del 3,5% in novembre, a 92,2 punti, ma resta più basso del 5% rispetto a novembre 2009, quando era a 97%. A ottobre si era registrato un aumento del 10,1%. Gli analisti attendevano un aumento dell’1%.

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Richieste sussidi disoccupazione calano al minimo in 2 anni

Dato cala 34.000 unità a 388.000, livello più basso luglio 2008

Il numero di lavoratori americani che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è calato la settimana scorsa al livello più basso in quasi due anni e mezzo. Un segnale positivo per il mercato del lavoro americano, nonostante il tasso di disoccupazione rimanga molto vicino al 10%.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro americano, nella settimana conclusasi il 25 dicembre le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 34.000 unità a 388.000 unità, scendendo sotto la soglia delle 400.000 unità per la prima volta da luglio 2008. Il dato è molto migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un calo di appena 2.000 unità. Il dato della settimana precedente è stato rivisto leggermente al rialzo da 420.000 a 422.000 unità.

La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è calata anche’essa ai livelli minimi da luglio 2008, diminuendo di 12.500 unità, a quota 414.000 unità.

Nonostante le notizie positive però il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana relativo alla settimana terminata il 18 dicembre, l’ultima per la quale è disponibile il dato, è aumentato di 57.000 a 4.128.000 unità, contro le 4.071.000 della settimana precedente. Il tasso di disoccupazione per i lavoratori con assicurazione è aumentato dello 0,1 per cento al 3,3 per cento.

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Us Census Bureau: nel 2025 ci saranno 62 milioni di italiani

India sorpasserà la Cina al primo posto, Italia ventiquattresima

Il Census Bureau, l’ufficio del censo americano, ha pubblicato le sue previsioni per la popolazione mondiale nel 2025. Secondo le stime l’Italia si piazzerà al ventiquattresimo posto globale, con 62.591.055 abitanti. Ad aprile 2010 il paese era al ventitreesimo posto con 60.418.711 abitanti, mentre secondo il censimento del 2001 la popolazione ammontava a 56.995.744 abitanti.

In testa alla classifica si avrà una vera e propria rivoluzione, con l’India che scavalcherà la Cina: nel 2025 gli indiani saranno 1.396.046.308, mentre i cinesi 1.394.638.699. A provocare il sorpasso sarà soprattutto il basso tasso di crescita di Pechino, pari a 0,494% nel 2010. Oggi la popolazione cinese ammonta a 1.330.141.295 abitanti, mentre quella indiana è pari a 1.173.108.018 abitanti. A fare un grande balzo sarà anche l’Etiopia, che in quindici anni dovrebbe passare da 88.013.491 a 140.139.507 abitanti, mentre la Russia farà un passo indietro e da 139.390.205 abitanti passerà nel 2025 a 128,180,396 abitanti. Lo stesso avverrà in Giappone, che perderà circa 9 milioni di abitanti passando dagli attuali 126.804.433 a 117.816.135 abitanti nel 2025.

Secondo il Census Bureau dunque la classifica nel 2025 vedrà l’India al primo posto, la Cina al secondo, gli Stati Uniti al terzo posto con un incremento di circa 47 milioni di abitanti, l’Indonesia rimarrà stabile al quarto posto con un aumento di 36 milioni, mentre il Brasile guadagnerà 30 milioni di abitanti in quinta posizione. Il Pakistan rimarrà al sesto posto con 44 milioni di abitanti in più, il Bangladesh al settimo con un aumento della popolazione di 41 milioni, la Nigeria ottava con 47 milioni di abitanti in più, l’Etiopia raggiungerà il nono posto, e il Messico il decimo, con un aumento di 18 milioni.

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Facebook supera Yahoo, terzo sito più visitato al mondo

Sorpasso avvenuto a novembre, 18 milioni di visitatori in più

Era nell’aria da parecchio tempo, ora però è ufficiale, il 2010 per Mark Zuckerberg sarà sicuramente un anno da ricordare. Secondo i dati di comScore Facebook ha sorpassato Yahoo ed è divenuto il terzo sito più visitato al mondo a novembre. Dall’alto dei suoi 648 milioni di visitatori unici, il social network di Palo Alto ha messo la freccia lasciando indietro Yahoo, fermo a 630 milioni di utenti. Resistono in testa alla classifica Google, dall’alto dei suoi 970 milioni di visitatori, e Microsoft, con 869 milioni di utenti.

A ottobre Yahoo aveva ancora un leggero distacco, mezzo milione di persone, ma un anno fa il vantaggio del motore di ricerca era di circa il 40%, 601,5 milioni contro 438,1 milioni. Nessuna delle due aziende ha ancora commentato i dati, che segnano l’avanzata veemente del social network e il declino di un antico pioniere di internet.

Google resta comunque saldamente al comando della classifica, anche se gli utenti passano in media quattro ore e mezzo al mese su Facebook, contro le tre ore concesse al sito di Mountain Views. Microsoft mantiene invece il secondo posto grazie alla posta elettronica Hotmail e al motore di ricerca Bing. La crescita di Facebook è comunque una marcia imponente e continua a un ritmo molto maggiore rispetto ai concorrenti.

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Gate occupati al Jfk,passeggeri bloccati negli aerei per ore

Tre voli atterrati a New York non hanno trovato gate disponibili

La bufera di neve che ha paralizzato New York ha creato enormi disagi ai viaggiatori. Numerosi sono stati i voli cancellati e lunghissimi i ritardi, ma per alcuni il vero incubo è cominciato una volta atterrati all’aeroporto Jfk di New York. I passeggeri di tre voli, uno British Airways e due Cathay Pacific sono infatti rimasti bloccati per ore ieri sulla pista perché non c’erano gate disponibili all’aeroporto newyorkese.

Uno dei voli Cathay Pacific, proveniente da Hong Kong, era stato inizialmente deviato su Toronto prima di riuscire ad atterrare a New York. Una volta sulla pista i passeggeri sono rimasti per dieci ore all’interno dell’aereo ricevendo notizie contrastanti sulla situazione, prima di riuscire a scendere martedì mattina.
La compagnia aerea ha comunque fornito acqua e cibo, in particolare snack, biscotti e zuppe, durante la lunga attesa.

“Le compagnie aeree inviavano aerei all’aeroporto senza prima coordinare i gate”, ha spiegato Steve Coleman, portavoce di Port Authority of New York and New Jersey, ente che gestisce l’aeroporto. “Senza gate gli aerei non sapevano dove andare”.

Il secondo volo di Cathay Pacific, partito sempre da Hong Kong e atterrato a New York dopo uno scalo a Vancouver, in Canada, ha dovuto attendere otto ore dopo essere arrivato al Jfk. Coleman ha spiegato che i funzionari dell’aeroporto hanno cercato di trovare un gate per l’aereo e ha attribuito la responsabilità del disagio alla compagnia aerea.

Gus Whitecomb, portavoce di Cathay Pacific ha risposto che gli aerei erano decollati presumendo di avere un posto dove andare dopo l’atterraggio. “Pensavamo di avere gate disponibili, ma non è stato così”. Gli aerei che dovevano partire liberando spazio per gli aerei in arrivo erano infatti bloccati in aeroporto, ha fatto presente Whitecomb.

I 300 passeggeri del volo British Airways proveniente da Londra hanno invece dovuto attendere sette ore dopo l’atterraggio. Il portavoce della compagnia britannica John Lampl ha specificato che l’aereo era atterrato lunedì sera, ma aveva dovuto attendere fino alle 4.30 della mattina per trovare un gate disponibile. A quel punto non erano però presenti funzionari doganali, a casa per la notte, e i passeggeri hanno dovuto attendere le 6 della mattina per poter scendere dall’aereo.

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Governatore Hawaii vorrebbe dimostrare che Obama nacque in Usa

Neil Abercrombie era amico di famiglia del presidente americano

Il governatore democratico delle Hawaii Neil Abercrombie ha intenzione di rendere pubblico il certificato di nascita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama per mettere a tacere le teorie cospiratorie secondo cui Obama sarebbe nato all’estero. Abercrombie, amico di famiglia del presidente americano, vuole eliminare ogni dubbio.

Non è chiaro però cosa possa fare Abercrombie, dal momento che le leggi sulla privacy delle Hawaii impediscono di rendere pubblico il certificato. Il direttore sanitario dello Stato ha comunque più volte puntualizzato di aver visionato il certificato originale e di aver letto annunci della nascita di Obama in due quotidiani di Honolulu del 1961.

Il neo eletto governatore chiederà al procuratore generale dello Stato di studiare una soluzione per mettere fine alle discussioni sul documento del 4 agosto 1961. “Era amico dei genitori di Obama”, ha specificato il portavoce del governatore, Donalyn Dela Cruz, “per lui si tratta di una questione personale. Sarà fatto subito? No, in cima alla lista resta l’economia”.

La polemica è stata scatenata dai cosiddetti “birthers”, i conservatori che da molti mesi incitano le voci secondo cui il nero Obama, figlio di una statunitense e di un keniano e con un’infanzia passata in Indonesia, non sarebbe nato su territorio statunitense, requisito fondamentale per diventare presidente.

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Shopping natalizio alle stelle, negozi presi d’assalto

Vendite potrebbero superare il record raggiunto nel 2007

Nella giornata di ieri i negozi americani sono stati letteralmente presi d’assalto per le ultime ore di shopping natalizio. Il rush finale dei consumatori statunitensi ha concluso la miglior stagione degli acquisti dal 2007. Con il Natale che quest’anno cade di domenica infatti la maggior parte dei lavoratori aveva il venerdì libero a disposizione per gli ultimi acquisti.

Una vigilia di Natale dispendiosa per gli americani, che ha concluso una stagione di inaspettato successo per i rivenditori al dettaglio. La National Retail Federation prevede che le vendite durante queste vacanze di Natale raggiungeranno l’astronomica cifra di 451,5 miliardi di dollari, il 3,3% in più rispetto allo scorso anno, il maggior rialzo annuale dal 2006 e il massimo dal 2007, quando le vendite toccarono quota 452,8 miliardi di dollari. Secondo la National Retail Federation quest’anno si potrebbe addirittura superare il record assoluto.

“I negozi traboccano”, spiega Jerry Storch, amministratore delegato di Toys R Us, catena di negozi di giocattoli che quest’anno per la prima volta è rimasta aperta 88 ore di fila fino alle 10 di ieri sera. Secondo i negozianti gli americani hanno imparato una grossa lezione dalla recessione: usare contanti invece delle carte di credito.

Ottima stagione anche le vendite online, con gli statunitensi che hanno acquistato in particolare gioielli, elettronica e vestiti in quantità record. A incentivare lo shopping online sono state soprattutto le offerte, a cominciare dalla consegna gratuita.

Secondo MasterCard SpendingPulse, divisione di MasterCard che traccia le vendite di 72.000 rivenditori in tutti gli Stati Uniti, le vendite via internet sono aumentate del 15,4% quest’anno, raggiungendo quota 36,4 miliardi di dollari nel periodo compreso fra il 31 ottobre e il 23 dicembre.

La crescita registrata quest’anno è “una delle storie positive del 2010”, ha commentato Michael MacNamara, vice direttore generale per la ricerca e le analisi di SpendingPulse. Sempre secondo l’analisi di SpendingPulse le vendite online dei negozi di abbigliamento sono aumentate quest’anno del 25%, quasi il doppio rispetto a tre anni fa. Le vendite dei grandi magazzini sono cresciute dell’11% mentre quelle dei negozi di elettronica sono incrementate del 12,2% e quelle dei negozi di gioielli hanno registrato un rialzo del 4,5%.

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