Archivi categoria: Corriere della Sera

Dieci anni di iPhone in Italia: quanto ha cambiato le nostre abitudini (in meglio e in peggio)

Dieci anni fa, l’11 luglio 2008, l’iPhone arrivava per la prima volta nei negozi italiani. Dieci anni dopo, il 69,7% degli italiani (quasi 42 milioni di persone) possiede uno smartphone, un oggetto che fino a quel momento non esisteva. Solo nel nostro Paese, 18 milioni di persone lo utilizzano per collegarsi alla propria banca, e nel 2017 lo abbiamo usato per fare 8,3 miliardi di euro di acquisti online. C’è un dato che riassume questa rivoluzione: quando Steve Jobs presentò il primo modello, il 9 gennaio 2007, il valore di Apple in borsa al Nasdaq di New York era di 72 miliardi di dollari. Oggi ha superato i 900 miliardi, ed è l’azienda con la maggior capitalizzazione di mercato al mondo e la prima, secondo molti analisti, a poter sfondare il muro dei mille miliardi. Continua a leggere

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Storia newyorkese di un panino al caviale

New York. “Vedo che leggi il New Yorker”, dice con ironia il cameriere del Grand Central Oyster Bar, rinomato ristorante di pesce nascosto nel ventre della stazione ferroviaria newyorkese dal 1913, quando noto che il sandwich al caviale è tornato nel denso menù del locale. “Effettivamente…”, rispondo con un leggero imbarazzo, sentendomi smascherato. A inizio marzo, infatti, il settimanale aveva scritto un elogio funebre per “un simbolo tanto invisibile quanto raro” della gastronomia cittadina, un panino poco venduto  con un uovo sodo, pane tostato e, per l’appunto, pungente caviale salato che andava intinto in un vasetto di crème fraîche. Costava 13 dollari. “Per essere un panino ha un prezzo da ricchi, ma per essere caviale no”, commentava il giornalista Oli Coleman, che ogni venerdì, prima di prendere il treno per la sua casa di campagna fuori città, lo accompagnava con un bicchiere di martini. Fino a quando, all’improvviso, il panino è scomparso. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Non avete mai capito cosa è la blockchain? Proviamo a spiegarvelo noi

Si parla molto di Bitcoin, ma la vera rivoluzione è quella promessa dalla tecnologia che sta alla base delle criptivalute: la blockchain. Cos’è? Si potrebbe definire una specie di registro pubblico e decentralizzato che sfrutta la tecnologia «peer-to-peer» (da pari a pari) per validare transazioni tra due parti in modo sicuro, verificabile e permanente.

Un network di computer raggiunge il consenso sulla creazione di un nuovo «blocco» che racchiude tutte le operazioni validate, e si unisce alla catena senza essere più modificabile. In questo modo non ci saranno dubbi su quello che è successo durante il percorso: non ci sono versioni differenti di uno stesso documento, ed ogni modifica è trasparente. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

YouTube: perché (quasi) nessuno ci guadagna davvero?

Un luogo comune dell’era digitale vuole che basti un po’ di ingegno per fare soldi su YouTube. Guardando i dati però, la realtà è un’altra: il 97 per cento degli YouTuber non riesce a superare i 10.000 euro all’anno. In Gran Bretagna, però, un minorenne su tre sogna di diventare una star del servizio video di Google — addirittura il triplo rispetto a chi sogna di fare il dottore — e di imitare DanTdm, un gamer ventiseienne che lo scorso anno ha incassato 16,5 milioni di dollari giocando ai videogiochi, oppure Zoella, che ha 28 anni e guadagna circa 50 mila sterline al mese pubblicando video su come si veste e si trucca. Tutti pensano che questi soldi li facciano con la pubblicità, ma è vero solo in parte. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Opere pubbliche: ma perché in Italia ci vogliono 14 anni per costruire un cavalcavia?

Qualunque infrastruttura, grande o piccola, prima dei benefici porta disagio, e i cittadini lo sanno. Il problema è che non si sa mai quanto durerà questo disagio, e nemmeno quanto, alla fine, verrà a costare quel tratto di strada o cavalcavia. Intanto, nel nostro Paese, i tempi medi per ultimare un’opera pubblica sono di 4 anni e mezzo: 2 anni e 6 mesi se ne vanno in progettazione, 6 mesi per l’affidamento dei lavori e 1 anno e 4 mesi per realizzazione e collaudo. Naturalmente tutto poi dipende dalle dimensioni dell’opera. Per quelle che superano i 100 milioni di euro — come dighe, viadotti, ponti o lotti autostradali — si arriva fino a 14 anni e 6 mesi; per quelle fra 50 e 100 milioni ci vogliono 11 anni e 6 mesi; fra 20 e 50 milioni si scende a 10 anni e 2 mesi e così via, fino ai quasi 3 anni delle opere inferiori ai 100.000 euro. Queste ultime, le più piccole, sono anche le più numerose, quindi alla fine abbassano la media. Secondo i conti di Uver — il Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, che nel 2014 ha analizzato i tempi relativi a 35.000 opere, equivalenti a un finanziamento di 100 miliardi — le durate più lunghe, in media, sono quelle dei trasporti ferroviari, marittimi, aerei, e fluviali. Questo tipo di opere, rispetto al 2011, ha subito un allungamento dei tempi addirittura superiore al 30%. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

La mia vita passata a inseguire Hillary

 

«Quanto costerebbe congelare gli ovuli fino a dopo le elezioni?». Era il luglio del 2013 quando Amy Chozick, giornalista del New York Times all’epoca 34enne, si rivolse alla propria ginecologa, decisa a mettere in pausa la propria vita personale per concentrarsi sulla campagna elettorale di Hillary Clinton. L’allora direttrice del Times, Jill Abramson, le aveva appena chiesto di mettersi sulle tracce dell’ex segretario di Stato. «È chiaro che si candiderà di nuovo», le aveva sibilato in un afoso pomeriggio newyorkese Abramson – che aveva letto i resoconti scritti da Chozick per il Wall Street Journal nel 2008, quando Clinton perse le primarie contro il futuro presidente Barack Obama – trasformandola nella prima reporter al seguito di Hillary 2016 e inducendo gli altri giornali a fare lo stesso. «Voglio che cominci a seguirla immediatamente».

Solo che Clinton avrebbe annunciato la candidatura 649 giorni dopo, nell’aprile 2015, e avrebbe perso in modo inaspettato contro Donald Trump soltanto 1.226 giorni più tardi: oltre tre anni, durante i quali la reporter del Times l’ha inseguita per 48 Stati e centinaia di comizi, saltando fra camere d’albergo sempre uguali e lo Stronger Together Express, l’autobus azzurro messo a disposizione per i giornalisti al seguito della campagna elettorale. Doveva diventare il primo presidente donna degli Stati Uniti d’America, Hillary Clinton, ma è stata fermata da un «soffitto di vetro» e dalla più cruenta e sessista campagna elettorale dei tempi moderni. «Probabilmente senza la sua sconfitta il movimento del #MeToo non sarebbe esploso», ci racconta Chozick, che ha appena pubblicato negli Stati Uniti il memoir Chasing Hillary – Ten Years, Two Presidential Campaigns, and One Intact Glass Ceiling (HarperCollins, 384 pagine). «Credo che l’aver perso non contro un repubblicano qualsiasi, ma contro Trump, un uomo beccato mentre si vantava in video di assalti sessuali, sia stato la scintilla di questa ondata di attivismo femminile, che non sarebbe esistito se invece avesse vinto». Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

European Awards: due premi al Corriere

All’undicesima edizione dei European Design Awards il Corriere della Sera si aggiudica due bronzi per due articoli multimediali realizzati in collaborazione con l’agenzia di information design The Visual Agency e pubblicati su Corriere.it e sul blog Visualeyed, diretto da Tommaso Guadagni: il primo sul Russiagate, con testi curati da Luca Gorini e illustrazioni di Giacomo Bettiol; il secondo sul patrimonio culturale andato distrutto con la guerra in Siria, con i dati raccolti da Visual Agency – cartografie e concept sviluppati dall’information designer Carlo de Gaetano e da Luca Gorini – e gli approfondimenti di Lorenzo Cremonesi, Davide Frattini e Marta Serafini. La collaborazione tra The Visual Agency e il Corriere aveva già ottenuto, per le visual data de la Lettura, due medaglie di bronzo al Malofiej nel 2015, un argento e una menzione speciale agli Information is Beautiful Awards 2015 e un argento agli European Design Awards del 2016.

Corriere della Sera, 4 giugno 2018

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera