Parte la tariffa europea

Da domenica 30 settembre scatta l’Eurotariffa, il nuovo accordo europeo raggiunto lo scorso 30 giugno per effettuare o ricevere chiamate all’estero all’interno dell’Ue. I consumatori saranno comunque liberi di poter scegliere qualsiasi offerta del servizio di roaming. Da ieri tutti gli operatori della telefonia mobile dovranno conformarsi con la legge voluta dal Parlamento europeo lo scorso maggio, che fissa il tetto delle chiamate in uscita a 0,49 euro al minuto e a 0,24 euro il limite per quelle ricevute. Nel corso del 2008 e del 2009 si prevedono ulteriori ribassi.

Conferenze stampa al Parlamento

Ascolta la conferenza stampa del 26 settembre sulla politica europea d’immigrazione con la deputata italiana Lilli Gruber (PSE) e il collega spagnolo Javier Moreno Sanchez (PSE). I giocattoli cinesi sono inoltre al centro di un’altra conferenza stampa il 25 settembre con il deputato tedesco Andreas Schwab (PPE-DE). La relatrice danese Britta Thomsen (PSE) commenta infine la votazione del rapporto sull’energia rinnovabile in Europa del 25 settembre.

http://www.europarl.europa.eu/eplive/public/default_it.htm

Il Parlamento in Ucraina per le elezioni

Dal 27 settembre al 1 ottobre toccherà all’europarlamentare rumeno Adrian Severin, del gruppo socialista (PSE), coordinare a Kiev la squadra di 14 deputati per l’osservazione elettorale del Parlamento europeo. Severin, capo delegazione della commissione parlamentare per le relazioni Ue-Ucraina, alla vigilia della partenza per Kiev ci ha parlato delle sue aspettative sulla missione di osservazione e confessato il suo parere sul futuro delle relazioni fra i due blocchi.
Parlando dello scopo della missione, Severin ci ha confermato che le elezioni anticipate sono state indette per le “controversie politiche” nel paese. “Non credo però – dichiara l’eurodeputato – che questo possa risolvere i problemi politici”. “Se infatti le elezioni non sono libere e non producono un Parlamento che rispecchia l’orientamento politico della società, la situazione potrebbe complicarsi”.
“Mi auguro che la presenza di osservatori internazionali neutrali possa assicurarne il regolare svolgimento. Guai se si dovessero ripetere i problemi di qualche anno fa quando le elezioni furono annullate”.

Severin auspica “un’evoluzione arancione”
Il capo delegazione si è detto fiducioso che queste elezioni “apriranno la strada a un governo forte e rappresentativo, supportato da un parlamento legittimo in grado di poter riformare molti settori, quali ad esempio quello sociale ed economico. L’Ucraina è in una posizione geografica strategica rispetto all’Ue…non possiamo essere indifferenti alle loro questioni politiche”. Severin non crede alle rivoluzioni: “Quella del 2004 fu definita la ‘rivoluzione arancione’, espressione che mi piace, anche se le vere rivoluzioni accadono di rado…preferiremmo l’evoluzione alla rivoluzione”.

Su cosa vi concentrerete una volta in Ucraina?
“Innanzitutto sulla lista dei cittadini aventi diritto di voto, se questa non fosse trasparente si potrebbero avere frodi, con persone che votano più volte in luoghi differenti. Chi chiederà di votare da casa o da un seggio diverso dal proprio dovrà dimostrare le sue buone ragioni. Dovremo inoltre prestare particolare attenzione alla fase dello spoglio, evitando che alcune schede siano annullate di proposito”. Un altro momento delicato sarà quello della trasmissione dei voti da un seggio all’altro fino alla commissione centrale: “Per la strada potrebbero perdersi dei voti – confessa Severin – oppure essere modificati da qualcuno. Inoltre saranno presenti non solo osservatori neutrali, come la nostra pattuglia, ma anche quelli dei partiti politici, ai quali dovremo fare molta attenzione”.

Quale futuro fra Ue e Ucraina?
Riguardo il futuro delle relazioni fra Ue e Ucraina, Severin ritiene che la posizione strategica del paese rappresenti un fattore positivo, ma non solo. “Anche le sue risorse, siano esse umane o naturali, ci spingono a intrattenere un rapporto molto stretto”, continua. “Inoltre, se il desiderio ucraino di entrare in Europa sarà veritiero, lo valuteremo attentamente e seriamente”. Il capo delegazione, seppur realista, si dice comunque fiducioso: “Dipenderà dallo sforzo dei leader politici e dell’intera popolazione per rendere moderno il paese e sviluppare democrazia ed economia. Ma la strada è ancora lunga. Non illudiamoci”.

http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/030-10572-273-09-39-903-20070921STO10556-2007-30-09-2007/default_it.htm

Martedì in plenaria: giocattoli, energia e zucchero

A Strasburgo nella seconda giornata di plenaria molti gli argomenti d’attualità in discussione: il pericolo dei giocattoli cinesi, i benefici di una politica energetica comune e il ruolo svolto dal Parlamento europeo per evitare l’imposizione di quote nel mercato dello zucchero a partire dal 2010.
Il rompicapo cinese

La Cina è il più grande esportare di giocattoli al mondo. In Europa la sicurezza dei giocattoli è assicurata dalla direttiva per la sicurezza del prodotto, secondo la quale produttori ed esportatori devono conformare tutti i prodotti alle norme comunitarie e informare le autorità in caso di rischi. Spetta poi ai singoli Stati membri verificare il rispetto delle normative.
I deputati chiedono un Natale sicuro
Diversi i commenti dei deputati. Il britannico Malcom Harbour, del gruppo del partito popolare europeo (PPE-DE), ha richiesto “maggiori e migliori informazioni per i consumatori”, mentre la collega tedesca Evelyne Gebhardt, del gruppo socialista (PSE), ha fissato come obiettivo il prossimo Natale.: “A tre mesi delle feste dobbiamo darci da fare se vogliamo disporre di prodotti sicuri”, ha dichiarato. La Gebhardt si è detta “molto arrabbiata con la Commissione” che sta impiegando troppo tempo nel rivedere la direttiva”. Il deputato britannico Jim Allister, del gruppo dei non iscritti, punta il dito contro l’Unione europea. “Se non avessimo decimato le nostre industrie con norme punitive non saremmo ora così dipendenti dalla Cina”. Il testo sarà votato nella giornata di mercoledì.
Una politica energetica comune
Il deputato polacco Jacek Saryusz-Wolski, del gruppo del partito popolare europeo (PPE-DE), ha presentato una relazione sulla sicurezza energetica. Questi i quattro principi utilizzati: la diversificazione, la solidarietà, un approccio comune verso l’interesse europeo e il rafforzamento della cooperazione fra i paesi di transito e quelli cosiddetti consumatori. Saryusz-Wolski sintetizza così la proposta: “L’Unione europea deve essere determinata, attiva, e soprattutto unita”. La relazione sarà votata durante la giornata di mercoledì.
Il mercato dello zucchero
Il taglio alla produzione e ai costi nell’industria dello zucchero previsti l’anno scorso dalla Commissione europea sembrano non aver raggiunto gli effetti sperati. La Commissione ha annunciato l’introduzione di quote qualora non si riesca a produrre 6 milioni di tonnellate di zucchero in meno entro il 2010. Il Parlamento, seppur consultato in materia, si schiera con la Commissione. Come espresso nella relazione affidata alla deputata greca Katarina Batzeli del gruppo socialista (PSE), i deputati chiedono un risarcimento maggiore per indennizzare i produttori e le regioni interessate, anche nel tentativo di ridimensionare più velocemente la produzione. E ciò per evitare il ricorso alle quote imposte dall’alto. Entro fine settimana il Consiglio dovrebbe pronunciarsi sulla vicenda.

http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/008-10567-267-09-39-901-20070921STO10540-2007-24-09-2007/default_it.htm

I finalisti del premio Sakharov 2007

Sono stati nominati ieri, dalle commissioni affari esteri e sviluppo, i tre finalisti del premio Sakharov 2007 per la libertà di pensiero. A contendersi il premio saranno la giornalista russa Anna Politkovskaya, a titolo postumo, l’avvocato sudanese Salih Mahmoud Osman e i dissidenti cinesi Zeng Jinyan e Hu Jia.
Il premio Sakharov è stato indetto dal Parlamento europeo nel 1988, e viene assegnato ogni anno a persone o organizzazioni che combattono l’ingiustizia e l’oppressione in tutto il mondo. Il vincitore verrà scelto dai leader dei gruppi parlamentari il 25 ottobre. Guarda l’annuncio dei tre finalisti.
Questa settimana si tiene inoltre la seconda sessione plenaria di settembre. Clicca qua per tenerti informato.

http://www.europarl.europa.eu/eplive/public/default_it.htm

Rush finale per il Premio Sakharov 2007

Ogni anno il Parlamento europeo assegna il premio Sakharov per la libertà di pensiero a individui o organizzazioni che combattono l’ingiustizia e l’oppressione. Ieri pomeriggio le commissioni parlamentari affari esteri e sviluppo hanno nominato i tre finalisti per quest’anno: i dissidenti cinesi Zeng Jinyan and Hu Jia, l’avvocato sudanese Salih Mahmoud Osman e la giornalista russa Anna Politkovskaya, quest’ultima a titolo postumo.
I leader dei gruppi politici eleggeranno il vincitore alla fine di ottobre, mentre la consegna avverrà a Strasburgo durante la sessione plenaria di dicembre.

http://www.europarl.europa.eu/news/public/default_it.htm

La seconda sessiona plenaria di settembre

Nella seconda settimana di sessione plenaria a settembre, gli eurodeputati si ritrovano a Strasburgo con un ordine del giorno ricco di appuntamenti. A caratterizzare la quattro giorni parlamentare, la politica energetica e l’immigrazione. Il tema energetico sarà abbordato con due dibattiti: il primo sulle energie rinnovabili e l’altro sullo sviluppo di una politica estera europea in campo energetico. I parlamentari discuteranno inoltre dell’opportunità di costituire un Istituto europeo della tecnologia e proporranno soluzioni per un mercato sicuro dei giocattoli importati. Un altro tema riguarderà l’apertura del mercato ferroviario nell’Unione europea, con in evidenza una relazione sui diritti dei passeggeri e l’opportunità di patenti per i ferrovieri. Mercoledì, l’Aula affronterà la questione immigrazione, cercando soluzioni concrete all’incremento dell’ondata migratoria verso l’Ue.
Spazio, infine, alla proclamazione dei tre candidati finalisti del Premio Sacharov 2007. Segui in diretta tutti i dibattiti a partire da stasera alle ore 17.00 cliccando sul link di seguito.

http://www.europarl.europa.eu/eplive/public/default_it.htm?language=IT

Settimana europea della mobilità: più città a misura di cittadino

“Streets for people”. Questo lo slogan della settimana europea della mobilità che quest’anno coinvolge dal 16 al 22 settembre numerose città europee con l’obiettivo di promuovere la cosiddetta ‘mobilità sostenibile’. Un incentivo in più per spingere i cittadini a cambiare le proprie abitudini utilizzando mezzi di trasporto alternativi e meno inquinanti. Cosa ne pensano gli eurodeputati?

Circa l’80% della popolazione europea vive in aree urbane ormai sature, dove è costretta a convivere con un traffico in costante aumento e con un inquinamento che ha superato i limiti di guardia. Nell’Unione europea, in media, metà degli spostamenti giornalieri in macchina non superano i 6 chilometri e il 10 % non arriva al chilometro. Un’abitudine malsana che ahimè contraddistingue oggi anche il Belpaese.
Il valore del trasporto alternativo
Strade chiuse al traffico pesante, corsie aperte per biciclette, skater e pattinatori o ai semplici pedoni. É questo lo spirito dell’iniziativa lanciata nel 2002 con l’intento di sensibilizzare cittadini e autorità pubbliche a rimodellare le proprie città e inventare nuovi spazi per il trasporto ‘alternativo’. Un modo diverso per combattere l’inquinamento atmosferico e acustico, ma soprattutto per migliorare la qualità dell’ambiente urbano.
Recenti statistiche confermano la crescente preoccupazione dei cittadini europei riguardo queste problematiche: ingorghi, degrado, inquinamento acustico e sovrappopolazione sono infatti sovente alla base del peggioramento delle condizioni di vita e di una speranza di vita minore.
La parola ai deputati
Alla domanda se la settimana della mobilità può contribuire a una migliore consapevolezza del problema, il deputato italiano Sepp Kusstatscher del gruppo verde (verdi/ALE) si dichiara scettico: “Cambiare la mentalità è un processo che richiede tempo, anche se la frequenza di questo genere di iniziative può portare a cambiamenti di approccio”. Positivo il commento del collega bulgaro Evgeni Kirilov del gruppo socialista (PSE), che loda l’iniziativa perchè “aiuta la gente a comprendere le dimensioni del problema”.
Il deputato svedese Jens Holm del gruppo confederale della sinistra unitaria europea (GUE/NGL), punta invece il dito sull’insufficienza di mezzi di trasporto alternativi. Per Holm, i trasporti pubblici dovrebbero essere “a basso prezzo se non addirittura gratuiti”. “Rispetto delle regole e mancanza di educazione” costituiscono piuttosto il nocciolo del problema per il deputato italiano Alessandro Foglietta del gruppo unione per l’Europa delle nazioni (UEN).
“Mobilità in senso globale”
Il deputato rumeno Alexandru Mortun del gruppo dell’alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa (ALDE), ritiene dal canto suo che “costruire più strade non risolva il problema; le autorità pubbliche dovrebbero creare maggiori zone a traffico limitato e promuovere campagne educative mirate”. “La mobilità va intesa in senso globale”, commenta inoltre l’eurodeputata ceca Zuzana Roithová del gruppo del partito popolare europeo (PPE-DE), riferendosi alle necessità proprie di tutti i mezzi di trasporto impiegabili.
Chi va in bicicletta?
L’italiano Sepp Kusstatscher dichiara di andare “in ufficio a piedi da tre anni”, mentre la collega Zuzana Roithová si dice entusiasta di usare la bicicletta sia a Bruxelles che a Strasburgo, “indipendentemente dal livello di traffico”. “Mi piacerebbe molto”, commenta Evgeni Kirilov, ma sinora non ci sono riuscito…comunque vado a piedi ogni volta che posso”.

http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/064-10389-260-09-38-911-20070913STO10375-2007-17-09-2007/default_it.htm

Commenti sulla sentenza Microsoft

L’europarlamentare britannico Arlene McCarthy (PSE) ha fatto notare come i consumatori “trarranno beneficio da questa sentenza, grazie a prezzi più giusti ed una scelta più ampia”. Ha aggiunto inoltre, d’accordo con il presidente della commissione mercato interno e protezione del consumatore, che questa permetterà di poter ” combinare prodotti differenti sui propri computer, piuttosto che essere legati ad una sola compagnia”.

Il deputato britannico Malcolm Harbour (PPE – ED), membro della commissione mercato interno, ha detto che “l’abuso di una posizione dominante non può essere tollerato, e questa sentenza supporta la politica europea di un mercato libero, aperto e in massima competizione in questa zona così importante quale l’Europa”.

Divorzi internazionali: i deputati cercano chiarezza

L’apertura delle frontiere e la successiva mobilità all’interno dell’Unione europea hanno favorito il contatto fra i cittadini. Ma non solo. Una delle conseguenze più tangibili di questo ‘scambio umano’ è l’aumento dei matrimoni extra-nazionali. Ma come si sa, l’amore non è sempre rose e fiori…a volte l’idillio finisce e si arriva al divorzio.
Pagamento degli alimenti, spartizione dei beni comuni, affidamento dei figli e loro sostentamento sono solo alcuni dei grattacapi a cui si va incontro. Ma se i coniugi sono di nazionalità diversa o vivono in due paesi differenti le cose si complicano. Quali leggi applicare? Come comportarsi? Sentiamo cosa ne pensano gli eurodeputati. Il Parlamento, sulla scia della Commissione europea, sta valutando la possibilità di introdurre regole comuni a livello europeo che definiscano quale giurisdizione nazionale debba applicarsi in simili situazioni.
Gebhardt: “Informazione e diritti”
Lo scorso 11 settembre l’eurodeputata tedesca Evelyn Gebhardt del gruppo socialista (PSE), parlando in occasione della riunione della commissione parlamentare giustizia e libertà pubbliche, ha sottolineato la necessità di disporre di una legislazione europea chiara. “É fondamentale far sì che i cittadini europei beneficino dei loro diritti, indipendentemente dal fatto che vivano o meno nel paese di origine”, ha puntualizzato la Gebhardt, che ha fatto notare l’attuale mancanza di informazione al riguardo. Evelyn Gebhardt ha messo in evidenza alcune necessità: l’importanza di informare gli sposi sulle implicazioni pratiche della propria scelta, la possibilità di scegliere la legge nazionale da applicare, l’obbligo di informare le parti su possibili cambiamenti della legge scelta o l’applicazione della “lex-fori”, la legge dello Stato in cui si svolge il procedimento.
L’amore non ha confini, ma…
Uno studio datato 2006 su 14 Stati membri conferma che pur in un mondo globalizzato tradizioni e radici culturali continuano a giocare un ruolo determinante nella scelta del partner. I matrimoni e i divorzi più frequenti avvengono infatti fra membri di paesi storicamente o culturalmente vicini. A volte, come in Belgio e Lussemburgo, i matrimoni si tengono generalmente fra cittadini dell’Unione europea, mentre in altri paesi come l’Olanda, la Repubblica Ceca e l’Estonia tale regola non sempre è rispettata. Intanto la Commissione europea fa sapere che il numero totale dei divorzi fra il 2000 e il 2004 è in netto aumento nell’Ue, a eccezione di Portogallo ed Estonia. Alcune cifre: ogni anno si celebrano circa 2,2 milioni di matrimoni, di cui 350.000 internazionali, mentre i divorzi toccano quota 875.000, e fra questi 170.000 internazionali.
Quale legge applicare?
Un matrimonio internazionale può dunque rendere difficili le cose. L’Unione europea non ha competenza legislativa al riguardo, spetta infatti ai singoli Stati membri legiferare, e ciò a scapito della chiarezza giudiziaria. Prendiamo ad esempio il caso di una coppia italo-tedesca sposata in Italia in cui i due coniugi vivono ciascuno nei propri paesi di origine. In caso di divorzio consensuale, quale legge applicare? Quella del paese di uno dei coniugi oppure quella del paese in cui si è celebrato il matrimonio? A questo quesito stanno cercando una risposta eurodeputati e Commissione europea. La relatrice Gebhardt sta già preparando una relazione per i primi del 2008.

http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/016-10384-267-09-39-902-20070913STO10370-2007-24-09-2007/default_it.htm

Il premio Sakharov

Ogni anno il Parlamento europeo assegna il Premio Sacharov per la libertà di pensiero a persone o associazioni che combattono l’oppressione, l’intolleranza e l’ingiustizia. I candidati di quest’anno sono stati proposti lo scorso 11 settembre in occasione di una sessione congiunta delle commissioni parlamentari sviluppo e affari internazionali e la sottocommissione diritti umani. La lista dei tre finalisti verrà resa nota il 24 settembre mentre il 25 ottobre verrà proclamato il vincitore. La consegna del premio avverrà l’11 dicembre in occasione della sessione plenaria di Strasburgo. Nel 2006 il premio é stato vinto da Alexander Milinkevich, leader dell’opposizione bielorussa. Vi proponiamo il video informativo sulla storia del premio, un approfondimento sull’evento e la brochure del 2006.

http://www.europarl.europa.eu/eplive/public/default_it.htm?language=IT

Il nuovo Trattato riformato

La conferenza intergovernativa (CIG) che vedrà la partecipazione dei rappresentanti dei 27 Stati membri e di tre membri del Parlamento europeo, avrà il compito di scrivere il testo del nuovo Trattato riformato. La riforma istituzionale dovrà essere operativa entro le prossime elezioni europee del 2009. Una questione chiave sarà la riassegnazione ai vari Stati membri dei seggi al Parlamento europeo. I leader dell’Ue hanno già chiesto ai deputati di presentare le loro proposte in attesa della decisione finale.Quale sarà il compromesso in questa disputa così delicata? Guarda Eurinfo di questa settimana per saperne di più.
 

Eurinfo é una produzione editoriale indipendente di Euronews, creata col supporto del Parlamento europeo. Ogni edizione di Eurinfo viene inizialmente trasmessa nel programma Euronews Parlamento.

http://www.europarl.europa.eu/eplive/public/default_it.htm?language=IT