Perché nella guerra americana delle statue il nuovo obiettivo è Cristoforo Colombo

La prossima vittima della foga che in questa estate americana ha travolto statue e monumenti confederati in tutto il Paese potrebbe essere Cristoforo Colombo, il navigatore genovese che alla guida delle tre caravelle scoprì le Americhe nel 1492. Simbolo per gli italo-americani, l’esploratore è considerato una figura controversa per il trattamento riservato ai nativi americani al momento dello sbarco nel nuovo continente ed è diventato l’obiettivo di manifestazioni e petizioni contro «i simboli d’odio e di divisione razziale» (a Chicago hanno coinvolto Italo Balbo), che vanno avanti da due anni e che si sono intensificate nelle ore successive ai tragici scontri di Charlottesville, in Virginia, dove tre persone hanno perso la vita durante una manifestazione di suprematisti bianchi. Continua a leggere

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Trump ha licenziato il capo stratega Steve Bannon, voce dell’ultradestra

La Casa Bianca perde un altro peso massimo: a lasciare è il capo stratega Steve Bannon, l’uomo che ha guidato Donald Trump alla conquista della presidenza plasmandone il messaggio populista ma che negli ultimi mesi era rimasto intrappolato in una faida interna con altri elementi di spicco dell’amministrazione. La prima a rivelarlo è stata Maggie Haberman, giornalista del New York Times che in questi primi sette mesi di presidenza ha sempre colto i frequenti spifferi provenienti dalla Casa Bianca e dalla Trump Tower prima dei colleghi, secondo la quale il presidente aveva annunciato in mattinata la decisione di rimuovere Bannon ad alcuni membri del suo staff. Poi è arrivata la conferma ufficiale della Casa Bianca: «Il capo dello staff John Kelly e Steve Bannon hanno concordato insieme che oggi sarà l’ultimo giorno di Steve» si leggeva nel breve comunicato. «Siamo grati per il suo servizio e gli auguriamo il meglio».

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Chi è il generale Pershing, l’uomo che (secondo Trump) fermò il terrorismo

Fra le reazioni dei leader politici mondiali arrivate subito dopo l’attentato di Barcellona, non poteva mancare quella di Donald Trump, che ha come sempre affidato a Twitter il proprio pensiero per le vittime di Barcellona. Dopo un primo messaggio più sobrio in cui affermava che «gli Stati Uniti condannano l’attacco terroristico di Barcellona e faranno tutto ciò che è necessario per aiutare», il presidente americano è tornato sull’argomento un’ora dopo, rispolverando una vecchia bufala. «Studiate cosa ha fatto il generale americano Pershing ai terroristi che aveva catturato», ha scritto Trump. «Non ci fu più terrorismo radicale islamico per 35 anni». Sebbene il tweet possa sembrare criptico, già in passato il presidente degli Stati Uniti aveva fatto riferimento al leggendario generale Pershing e alla tattica con cui avrebbe sconfitto i terroristi dopo la guerra Filippino-Americana (1899-1902). Solo che le affermazioni di Trump erano state prontamente smentite dagli storici e bollate come false. Nato nel 1860 e morto nel 1948, Pershing — in cui onore è stato nominato un missile — comandò la spedizione americana durante la Prima Guerra Mondiale, fu un mentore per generali come George Marshall, George Patton e il futuro presidente Dwight Eisenhower ed è l’unico soldato americano, insieme a George Washington, ad aver raggiunto il massimo grado militare, quello di generale degli eserciti degli Stati Uniti. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Chicago vuole eliminare il monumento fascista a Italo Balbo

Mentre in tutto il Sud degli Stati Uniti continuano a cadere statue e simboli confederati, un processo cominciato in South Carolina nel 2015 e accelerato dagli scontri razziali di Charlottesville, i consiglieri comunali di Chicago stanno valutando se è arrivato il momento di rimuovere il monumento al gerarca fascista Italo Balbo, che Benito Mussolini donò alla città dell’Illinois nel 1933. I rappresentanti cittadini hanno anche intenzione di rinominare Balbo Drive, dedicando la strada che attraversa Grant Park ad altri immigrati italiani, come Enrico Fermi o Madre Cabrini. Proveniente dal porto di Ostia, vecchia di circa duemila anni, la colonna romana intitolata all’aviatore giace nel grande parco che si allunga sulle sponde lago Michigan, dove Barack Obama festeggiò la vittoria alle elezioni presidenziali del 2008. Incise nel piedistallo porta le lodi alle trireme della Roma imperiale e all’Italia fascista, ed era stata voluta dal Duce per commemorare la «Crociera aerea del decennale» organizzata dal ministro dell’Aeronautica Balbo, che fra il 1° luglio e il 12 agosto del 1933 guidò una pattuglia di 25 idrovolanti fra Orbetello, l’esposizione universale di Chicago e Roma.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

Trump contro la rimozione delle statue sudiste: «La storia e la cultura del Paese fatte a pezzi»

Dopo aver paragonato nei giorni scorsi, fra lo stupore degli storici e la rabbia dei suoi stessi compagni di partito, i padri fondatori George Washington e Thomas Jefferson — entrambi proprietari di schiavi — al generale Robert Lee, considerato quasi un santo protettore del Sud, e aver insistito che gli scontri di Charlottesville fossero responsabilità di «entrambe le parti», dei dimostranti «antifa» come dei suprematisti bianchi, Donald Trump torna ad esprimere su Twitter la propria contrarietà alle rimozioni dei monumenti confederati nelle città del Sud, sempre più numerose dopo la morte della manifestante investita in Virginia. «È triste vedere la storia e la cultura del nostro grande Paese fatta a pezzi a causa della rimozione di belle statue e bei monumenti», ha twittato il presidente degli Stati Uniti. «Non possiamo cambiare la storia, ma possiamo imparare da essa. Dopo Robert Lee e Stonewall Jackson, chi sarà il prossimo? Washington, Jefferson? È assurdo. Ci mancherà la bellezza di cui stiamo privando le nostre città, i paesi e i parchi, e non saremo in grado di rimpiazzarla adeguatamente». Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera

La versione di Steve Bannon: «Suprematisti bianchi? Sono un branco di clown»

I suprematisti bianchi e gli etno-nazionalisti «sono un branco di clown», dei «perdenti marginali» a cui «i media danno troppo spazio» e che «dobbiamo contribuire a schiacciare». Dopo l’assurda telefonata dell’ex capo della comunicazione Anthony Scaramucci, restato in carica appena undici giorni, lo stratega capo della Casa Bianca Steve Bannon — considerato il timoniere delle politiche di ultradestra del presidente — continua la tradizione dell’amministrazione Trump, contattando personalmente Robert Kuttner — condirettore del trimestrale The American Prospect, rivista progressista fondata nel 1990 per contrastare l’ascesa del conservatorismo — e rivelandogli strategie e opinioni personali: uno sfogo telefonico, quello di Bannon, che secondo il sito Axios, metterebbe tuttavia un’arma proprio nelle mani dei suoi rivali — che lo considerano responsabile delle continue fughe di notizie — in un momento di grande vulnerabilità. Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Corriere della Sera

Microdosi di Lsd, il teorico Fadiman: «In crescita anche in Europa»

Già negli anni Sessanta, quando San Francisco era la capitale degli acidi, lo psicologo James Fadiman, 78 anni, era fra i pochi ricercatori interessati a scoprire gli effetti dell’Lsd sulla produttività. Oggi è considerato il grande teorico del microdosaggio – il suo regime, quello scelto da gran parte della «nuova generazione», prevede dieci microgrammi di Lsd ogni tre giorni – e conduce le sue ricerche su un campione di 1.800 volontari che gli inviano i propri rapporti online.

Quali sono gli effetti del microdosaggio?

«Gran parte delle persone sostengono di funzionare meglio: se sono depressi, dopo sono meno depressi; se sono creativi, dopo sono più creativi. In generale, le persone si sentono meglio, hanno relazioni sentimentali migliori e sembrano sviluppare abitudini salutari».

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Corriere della Sera