il riformista, 26 ottobre 2011 jpgNew York. Fuori dalla luce dei riflettori, nella campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti c’è un abisso di candidati indipendenti che lottano per ottenere un briciolo di notorietà e rincorrono il miraggio di entrare un giorno alla Casa Bianca. La strada per loro è lunga, e ancora più lunga è quella intrapresa da Joe Schriner, candidato indipendente che negli ultimi dodici anni ha percorso con la moglie e i tre figli più di 200.000 chilometri in camper attraverso gli Stati Uniti nel tentativo di diventare presidente. “Con la mia famiglia abbiamo battuto gli angoli di centinaia e centinaia di strade”, racconta Schriner in un’intervista al Riformista, “abbiamo parlato in parecchie università, da Notre Dame a Xavier fino a Mississippi State, e abbiamo partecipato a centinaia di programmi radio”.

Nato a Cleveland, in Ohio, Schriner è un ex giornalista del Sandusky Register che ora si guadagna da vivere facendo l’imbianchino, fra una competizione elettorale e l’altra. “Sono un candidato indipendente e questa è la mia quarta campagna presidenziale consecutiva”, spiega. “Mi sono ricandidato perché ancora non ho vinto, nelle tre elezioni precedenti ho preso pochi voti. E’ vero che tutti possono candidarsi alla presidenza, ma è altrettanto vero che senza una forte macchina elettorale o una grande base popolare vincere è piuttosto proibitivo. E’ qui che il sistema incastra gli indipendenti”.

Dall’inizio degli anni novanta Schriner, cresciuto facendo nuoto e tifando la squadra di football dei Cleveland Browns, ha effettuato ricerche intensive attraverso tutto il paese e ha scritto, oltre a tre libri, una serie di programmi per aiutare i poveri, salvaguardare l’ambiente e bloccare l’aborto, fra le altre cose. “Parlando con le persone per strada, faccia a faccia, cerchiamo di piantare semi con la speranza che attecchiscano”.

“Fra i poveri del Southside di Chicago ho capito come risolvere il problema dei senzatetto”, scrive nel suo sito, “ad Atwood, in Kansas, ho imparato come livellare il debito pubblico, a Grand Junction, Colorado, ho scoperto come fornire a tutti assistenza sanitaria di qualità”.  Al momento Schriner, 56 anni, sta facendo campagna elettorale nel nord ovest dell’Ohio. Ogni mattina va a messa con la famiglia, poi la moglie Liz, una neozelandese conosciuta quasi vent’anni fa durante una vacanza in Alaska, fa lezione ai figli mentre Joe si dedica alla campagna elettorale. Pelato, con un pizzetto brizzolato che incornicia le labbra, Schriner si definisce un midwestern medio, che fa jogging indossando una tuta grigia e adora mangiare nei diner. “Inoltre mi taglio il prato da solo. E sono anche candidato alla presidenza”.

“Partecipo alle elezioni perche sono un genitore preoccupato. Non voglio lasciare un mondo di guerre, aborti, povertà, violenza, energia nucleare, debito pubblico astronomico e scarsa previdenza sociale”. Schriner ritiene che Obama stia portando avanti il suo programma e stia lavorando duramente. “Parlando di ambiente, mi piace come il presidente Obama stia cercando di portare il paese su un binario più verde. Personalmente credo al cambiamento climatico. Obama sta cercando di creare una nuova generazione di lavori nel settore delle energie rinnovabili. Inoltre ha specificato che il suo obiettivo è un mondo senza nucleare. Sono molto colpito dall’energia che sta esibendo, tuttavia su parecchi argomenti non sono d’accordo”.

“Una delle azioni peggiori del presidente Obama credo sia stato il sostegno all’aborto, compreso quello oltre i tre mesi”, fa presente Schriner. “Si tratta di un moderno olocausto. Inoltre, nonostante l’incidente della piattaforma Deep Water nel Golfo del Messico, ha favorito il ritorno alle trivellazioni offshore, mentre la mia amministrazione imporrebbe una moratoria. Dobbiamo cercare di diminuire fortemente la domanda di petrolio e stimolare l’energia rinnovabile. Per quanto riguarda l’immigrazione ispanica, l’amministrazione Obama ha addirittura aumentato le deportazioni rispetto all’era Bush. La mia amministrazione le diminuirebbe drasticamente, limitandosi alle attività criminali”.

Ma quali sono le differenze fra il presidente Barack Obama e Joe l’imbianchino? “Nella primavera del 2010 Obama annunciò il suo nuovo programma spaziale. Disse che saremmo andati su Marte e che i nuovi viaggi spaziali sarebbero stati effettuati in maniera intelligente”, ricorda Schriner. “Il giorno seguente tenevo un comizio a New Orleans e feci presente come le menti più brillanti del Mit, di Harvard e di Stamford avessero inventato queste navicelle spaziali ultramoderne e sofisticate per andare in posti dove non c’è gravità, ossigeno o cibo. Utile!”, esclama con ironia Joe. “Se fossi stato presidente avrei sospeso il programma spaziale e avrei utilizzato tutti quei miliardi di dollari per diminuire il debito pubblico e dare da bere e mangiare a quel terzo della popolazione mondiale che vive in condizioni di povertà. Questa secondo me è un’idea intelligente, o per lo meno di buon senso”.

Il Riformista, 26 ottobre 2011

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