I due fucili automatici che il 19enne Brandon Hole ha usato per uccidere 8 persone al deposito FedEx di Indianapolis sono stati acquistati legalmente circa sei mesi prima della strage. Poco tempo prima, a marzo 2020, la polizia aveva però sequestrato al ragazzo un altro fucile — meno potente — su richiesta della madre, che ne aveva denunciato l’instabilità mentale e la propensione al suicidio. Fra questi due eventi si è inceppato il sistema di controllo: nonostante la denuncia della madre e il sequestro da parte delle forze dell’ordine di un fucile comprato appena 24 ore prima, ha spiegato il capo della polizia metropolitana di Indianapolis Randal Taylor (sopra, foto Afp), per le autorità Hole non rappresentava un pericolo tale da attivare la legge «red flag», che lo avrebbe etichettato come soggetto «pericoloso» e gli avrebbe impedito di acquistare due nuove armi da fuoco a luglio e settembre.

Secondo la legge «red flag» dell’Indiana, dopo un sequestro le autorità hanno a disposizione due settimane per dimostrare davanti a un giudice che una persona è instabileo pericolosa e non dovrebbe possedere armi per un anno al massimo: dopo di ché, o la pubblica accusa dimostra che la persona è ancora pericolosa, oppure l’arma viene restituita. Taylor ritiene però che questa udienza non sia mai avvenuta, nonostante la polizia non abbia mai restituito l’arma a Hole. «Non so perché l’abbiamo trattenuta, ma è stata una buona cosa», ha affermato sabato sera il capo della polizia nel corso di una conferenza stampa. «Hole, tuttavia, ha finito per comprare due armi molto più potenti». Questi due acquisti, effettuati rispettivamente quattro e sei mesi dopo il sequestro, sarebbero potuti avvenire soltanto se non fosse mai scattata una legge «reg flag»: non è ancora chiaro, ha affermato Taylor, se Hole sia mai arrivato davanti a un giudice, ma dall’archivio del tribunale locale non emergono casi associati al suo nome.

Le leggi «red flag» sono state approvate in circa una quindicina di Stati: il primo fu il Connecticut, nel 1999, dopo la sparatoria al quartier generale della lotteria statale in cui restarono uccise quattro persone; poi proprio l’Indiana, che nel 2005 la intitolò all’agente Jake Laird, ucciso da un uomo con disturbi mentali l’anno precedente. Dopo la strage del 2018 alla Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, le leggi «red flag» sono finite al centro del dibattito nazionale sul controllo delle armi, e sono state adottate in un’altra decina di Stati: secondo queste leggi, spiega il New York Times, una persona viene considerata pericolosa se presenta «un rischio immediato» per sé o per gli altri, oppure se rientra in alcuni criteri, fra cui malattie mentali non tenute sotto controllo o una evidente propensione alla violenza. Secondo un rapporto della polizia ottenuto dall’Indianapolis Star, al momento del sequestro Hole — che si è suicidato dopo aver ucciso 8 ex colleghi — era stato portato in ospedale per una valutazione psichica: molto probabilmente, però, davanti al giudice non ci è mai arrivato.

Corriere della Sera, 18 aprile 2021

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