Un uomo della North Carolina ha vinto 4 milioni al Mega Million, il superenalotto americano, giocandosi i numeri trovati all’interno di un biscotto della fortuna al ristorante cinese. «Di solito non li gioco, ma questa volta ho provato», ha raccontato agli addetti della North Carolina Education Lottery Gabriel Fierro, 60 anni, veterano disabile che ogni settimana cena allo stesso ristorante cinese di Charlotte, il Red Bowl, insieme alla moglie. Questa volta, però, Fierro — che ha passato nell’esercito 32 anni — non solo ha giocato i numeri online, ma ha anche aggiunto un dollaro per trasformare il biglietto in «Megaplier»: quando i cinque numeri sono usciti, il 18 gennaio, quel singolo dollaro ha quadruplicato la sua vincita, portandola da 1 a 4 milioni. «Ho ricevuto una email la mattina, e l’ho guardata perplesso», ha spiegato Fierro. «L’ho mostrata a mia moglie e pensava fosse uno scherzo, e forse una truffa». Invece era tutto vero: tolte le tasse statali e federali, i coniugi Fierro hanno ricevuto 2,8 milioni di dollari.

Non è la prima volta che i biscotti della fortuna tengono fede al proprio nome, almeno negli Stati Uniti. Nel 2014, una donna di New York vinse 2 milioni giocando al Powerball i numeri trovati nel bigliettino del ristorante cinese. «Ero sorpresa, ma felice», disse Emma Duvoll, 75enne del Bronx, che incasso 1,2 milioni di dollari dopo le tasse. Il caso più celebre, però, si verificò il 30 marzo del 2005, quando 110 persone in tutti gli Stati Uniti — invece delle consuete quattro o cinque — vinsero contemporaneamente 100 mila dollari ognuna. All’inizio si pensava fosse una truffa, o l’effetto di qualche show televisivo che offriva sequenze «fortunate» agli spettatori, ma alcuni dei fortunati rivelarono di aver semplicemente giocato i numeri trovati nei biscotti della fortuna, indovinandone cinque su sei: 22, 28, 32, 33, 39.

Indagando, visitarono decine di ristoranti cinesi e distributori, i funzionari del Powerball scoprirono che quei biscotti provenivano tutti dallo stesso posto: Wonton Food, una fabbrica di Long Island City, nel Queens, che ne produceva 4 milioni al giorno e che costò alla Multi-State Lottery Association una spesa extra di 19 milioni sui 25 totali che aveva, seminati in mezzo Paese, dal New Mexico al Rhode Island. «Sono i nostri», confermò all’epoca Derrick Wong, titolare di Wonton Food. «I numeri li abbiamo scelti a caso. Li scriviamo a mano su un foglietto, lo pieghiamo e lo mettiamo in un cestino». La stessa combinazione finiva poi in migliaia di biscotti ogni giorno. «A breve non lo faremo più», aggiunse poi il signor Wong. «Useremo un computer, è più efficiente».

Corriere della Sera, 30 gennaio 2022

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