È arrivata nel porto di Stoccolma la U.S.S. Kearsarge, la portaerei americana con a bordo 26 aerei da combattimento e 2.400 fra marines e marinai che prenderanno parte alle esercitazioni della Nato nel Baltico in programma dal 5 al 17 giugno: si tratta della prima «visita» di una nave da guerra americana in Svezia, e arriva appena tre settimane dopo la domanda di adesione all’Alleanza atlantica presentata insieme da Svezia e Finlandia. La nave è un po’ il simbolo di come l’operazione militare «speciale» di Putin in Ucraina abbia alterato l’architettura della sicurezza europea: è la promessa — scrive il New York Times — di quello che l’ingresso nella Nato porterà a «questo Paese storicamente neutrale che improvvisamente non lo è più», ovvero protezione dall’ira del Cremlino. «Nessuno a Stoccolma può non accorgersi che c’è una grande nave americana in città», ha affermato dal ponte della nave da attacco anfibio il comandante supremo delle forze armate svedesi, Micael Byden.

La Kearsarge parteciperà proprio a un’esercitazione sugli attacchi anfibi — una delle 7 grandi esercitazioni Nato in programma entro la fine del 2022 dal circolo polare articolo al Mediterraneo — con le truppe Nato, quelle svedesi e quelle finlandesi che dovranno invadere dal mare un territorio che è stato conquistato dal nemico: si tratta di un’operazione estremamente complessa — non è un caso che i russi non siano mai riusciti a portarla a termine a Odessa, per esempio, mentre a Mariupol siano sbarcati a diversi chilometri dalla città — che richiede grande coordinamento fra le unità aeree, terrestri e navali, come dimostra lo Sbarco in Normandia durante la Seconda guerra mondiale. Se la 51esima esercitazione annuale Baltops andrà secondo i piani, 7 mila marines, marinai, piloti e truppe di 14 Paesi alleati più Svezia e Finlandia — con 45 navi e 75 aerei — conquisteranno una testa di ponte su una spiaggia nell’arcipelago di Stoccolma.

«La Nato era l’unica opzione per questi due Paesi: si era parlato di un’alleanza nordica, ma creare qualcosa dal nulla sarebbe stato molto più complicato», ha detto al Corriere della Sera Charly Salonius-Pasternak, esperto militare del Finnish Institute di International Affairs, spiegando che, dopo la domanda d’ammissione, sono state aggiunte parecchie esercitazioni al programma già preparato dalla Nato: fra queste c’era già la Arrow 22, ospitata dalla proprio dalla Finlandia a inizio maggio, che coinvolgeva truppe americane, britanniche, estone e lettoni. Nei prossimi dodici giorni, saranno condotte diverse operazioni che coinvolgono navi, aerei e veicoli blindati appartenenti alla Nato nelle acque della Lettonia, mentre le manovre tattiche si svolgeranno nel Mar Baltico e nello spazio aereo della regione per concludersi poi a Kiel, in Germania.

Questa esercitazione è una dimostrazione che l’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza — la principale conseguenza «inattesa» dell’invasione in Ucraina, al momento bloccata dal veto turco — permetterebbe di rimodellare la Difesa dei Paesi nordeuropei: la Finlandia, ad esempio, porta un confine di 1.340 chilometri con l’ingombrante vicino e metterebbe San Pietroburgo a portata d’artiglieria. La presenza della Kearsarge a Stoccolma è tuttavia anche un promemoria degli obblighi che i due Paesi dovranno rispettare in caso di conflitto, ha chiarito sabato il generale americano Mark Milley, capo del Joint Chiefs of Staff, in visita nella capitale svedese. «Da una prospettiva russa l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato sarà molto problematico, in termini militari», ha spiegato il generale americano, che nei giorni scorsi aveva precisato come i due Paesi avrebbero portato una «significativa capacità militare all’interno della Nato, oltre all’interoperabilità e alla condivisione di informazioni di intelligence con gli alleati.

La loro posizione strategica, sostiene il generale Milley, dovrebbe inoltre limitare «l’avventurismo militare» della Russia, che avrà accesso al Baltico soltanto a Kaliningrad, dove è di stanza la flotta Baltica, e nella regione di San Pietroburgo. Al suo fianco, sul ponte della nave Kearsarge, c’era anche la premier svedese Magdalena Andersson, che ha puntato sulla natura difensiva della Nato. Un concetto— quello della natura difensiva — che torna più volte anche a Helsinki, sottolineato al Corriere dai membri della commissione Esteri finlandese, per i quali l’ingresso nell’Alleanza ha un solo obiettivo: l’Articolo 5, che garantisce la mutua difesa nel caso un membro venga aggredito. «Abbiamo guardato ai pro e ai contro dell’ingresso nella Nato», ci ha detto Jussi Halla-aho, presidente della commissione, durante un incontro in Parlamento. «I contro li avevamo già tutti come partner dell’Alleanza, mentre ci mancava l’Articolo 5».

Corriere della Sera, 5 giugno 2022

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