Gli ucraini hanno soltanto poche settimane a disposizione per provare a riconquistare terreno, prima che l’arrivo dell’inverno permetta ai russi di difendere più facilmente le proprie posizioni: il freddo e le condizioni proibitive rallenteranno infatti le manovre, trasformando il conflitto in una guerra d’attrito che facilita il compito dell’Armata. Per questo l’esercito di Kiev ha bisogno di maggiore aiuto ora, non di assistenza futura, ha detto il presidente Volodymyr Zelensky ai membri della commissione servizi armati della Camera americana in visita nella capitale ucraina durante il weekend. «Le prossime 3-6 settimane saranno cruciali», ha spiegato il presidente della commissione Adam Smith, riportando quanto sentito a Kiev. «Dobbiamo aiutarli il più possibile». A partire dal 24 febbraio, giorno dell’invasione russa, Washington ha fatto tantissimo, ma forse non abbastanza. Gli Stati Uniti hanno già stanziato aiuti militari per 8,2 miliardi di dollari in favore di Kiev, ma hanno adottato la tattica del «gradualismo»: insieme ai partner Nato, tendono a fornire armi migliori soltanto in risposta alle avanzate russe, non prima.

È andata così anche per gli Himars, i lanciarazzi a lunga gittata (80 chilometri) molto precisi che hanno permesso di colpire le retrovie russe con efficacia e che — secondo Zelensky — stanno cambiando il corso del conflitto. Gli ucraini ne hanno già ottenuti 16 (di cui 4 promessi venerdì) e ne vorrebbero di più, ma gli americani non vogliono provocare Mosca, dovrebbero prevedere un addestramento e potrebbero avere problemi di munizioni: al momento ne vengono prodotti 9 mila esemplari all’anno, che — secondo gli esperti — ai ritmi attuali basterebbero per appena due mesi. Lo stesso discorso vale per le munizioni Army Tactical Missile System, le Atacms che hanno una gittata di 190 chilometri ma che l’amministrazione Biden non intende – per ora – inviare sul campo per non causare un’escalation, e per i droni MQ-1C Gray Eagle, di cui Kiev ha chiesto 4 esemplari.

Ai deputati americani arrivati a Kiev, però, i funzionari ucraini hanno anche detto di essere disposti a raggiungere un accordo di pace con la Russia, ma di dover prima riconquistare terreno, in particolare al sud. Questa affermazione lascerebbe quindi intendere che gli ucraini sarebbero ormai rassegnati a perdere il Donbass, difficilmente riconquistabile, ma non le aree meridionali, in particolare Kherson, l’unica città conquistata dai russi a ovest del fiume Dnipro, che si trova in una posizione strategica per l’approvvigionamento idrico della Crimea. Qui Zelensky ha impostato le prossime mosse — l’attesa controffensiva di cui si parla da tempo — e soprattutto la narrazione sulla riconquista del sud.

Per ora la resistenza causa «piccole onde», come un ufficiale ha definito nei giorni scorsi i colpi sferrati nell’area di Kherson. L’ultimo è stato mercoledì mattina, quando gli ucraini hanno centrato nuovamente con razzi Himars il ponte Antonivskyiuno dei due che collega la città alla parte orientale del Paese — provocando stavolta il blocco del traffico stradale: la strategia è quella di ridurre la libertà di movimento delle forze occupanti, ma i genieri di Mosca hanno creato un ponte di barche e, per ora, possono continuare a usare quello (più importante) riservato ai treni, fondamentali per la logistica dell’Armata. A Melitopol, occupata dai russi, sono inoltre cominciati i lavori per riattivare l’aeroporto.

Sul fronte est, intanto, i miliziani russi della compagnia di sicurezza Wagner sono riusciti a conquistare la centrale di Vuhlehirska, vicino al villaggio di Novoluhanske, ma le operazioni nel Donbass procedono sempre a rilento. Sul fronte nordovest la resistenza ha lanciato invece un drone-kamikaze Switchblade 300 — di produzione americana — contro il posto di frontiera di Troebortnoe, in territorio russo, azione documentata da un video. Secondo una versione il bersaglio era rappresentato da elementi dei servizi segreti, mentre per le autorità locali sarebbero stati colpiti dei civili.

Corriere della Sera, 27 luglio 2022 (pag 12 e pag 13 del 28 luglio)

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