Sempre intenso il confronto in Crimea, diventata il terreno di sfida tra Russia e Ucraina. Intanto gli Usa varano un nuovo pacchetto di aiuti in favore dell’alleato.

Il raid
Un drone ucraino ha condotto un raid sulla base russa di Sebastopoli in pieno giorno.

Il velivolo avrebbe centrato un edificio del comando della Flotta del Mar Nero provocando una colonna di fumo.

Una fonte ufficiale citata da Interfax ha dato la seguente versione: il mezzo è precipitato sul tetto dopo essere stato abbattuto dalla contraerea, la minaccia è stata sventata.

L’azione, riuscita o meno, dimostra ancora una volta l’abilità degli ucraini di colpire in profondità con armi diverse. Quanto al drone impiegato potrebbe trattarsi di un modello civile di produzione cinese modificato per scopi militari.

L’attacco, inoltre, è coinciso con la conferma della nomina del nuovo comandante della Flotta, l’ammiraglio Viktor Sokolov prende il posto di Igor Osipov.

Il cambio della guardia è arrivato dopo le numerose perdite lamentate dalla Marina in questo settore, a cominciare dall’affondamento del Moskva.

Operazioni lente
Gli osservatori segnalano peraltro un rallentamento delle operazioni da parte degli invasori che hanno provato ad avanzare nel settore orientale. In compenso hanno rivendicato l’uccisione di un centinaio di nemici, compresi 20 volontari americani, nell’area di Karkhiv.

All’opposto Kiev prosegue nella strategia di logoramento, con gli strike e i bombardamenti mirati con conseguenze su logistica e rifornimenti proprio in Crimea. I collaboratori di Zelensky hanno ribadito che queste missioni proseguiranno a lungo. Da notare: l’intensificarsi delle incursioni è stata accompagnata da articoli ampi sui media occidentali a rimarcare le nuove difficoltà della Russia. In questa fase l’Ucraina è riuscita a riprendere l’iniziativa grazie agli strike e a imporre la sua narrazione. I raid servono anche a questo: bilanciano i magri risultati per la resistenza sul terreno e «nascondono» la mancata offensiva su Kherson. L’alternanza di giudizi è una costante in un conflitto dove i fronti cambiano di poco.

Forniture
Washington ha autorizzato nuovo materiale bellico per la resistenza. Nell’elenco diffuso sono citati: sistemi anti-tank Javelin (1000) e Tow (1500), cannoni da 105 mm e 36 mila proiettili, droni da ricognizione, 90 tra blindati e fuoristrada Humwee, esplosivi, apparati per lo sminamento, radio, pezzi di ricambio per i Mig 29.

Confermata la fornitura di missili anti-radar mentre continuano a girare voci sulla presenza di proiettili a lungo raggio, con un raggio d’azione di 300 km. Ad oggi gli americani hanno sempre negato di averli spediti e al momento non c’è alcuna conferma.

Restando in questa zona grigia Time magazine ha dedicato un articolo all’iniziativa di un ucraino: ha creato un punto d’addestramento con simulatori per gli A 10, aerei statunitensi studiati per l’appoggio e dotati di un carico bellico notevole. È una passo in vista di una possibile fornitura da parte degli Stati Uniti? Gli esperti paiono escluderlo.

Mesi fa, però, un alto dirigente di Kiev aveva affermato che in base all’accordo con gli Stati Uniti sarebbe stato possibile avviare programmi di training anche per mezzi non ancora in dotazione all’Ucraina. La guerra si combatte anche con notizie, scenari ipotetici e propaganda.

Corriere della Sera, 20 agosto 2022

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