Neve, fango, freddo. Il Generale Inverno entra nelle operazioni in Ucraina. Era atteso. Le immagini mostrano alcuni blindati «lottare» nel pantano, altre forniscono dettagli su come i soldati cercano di rendere vivibili i loro bunker.

Le mosse

Gli osservatori discutono da giorni sulle mosse future dei contendenti. I russi — dicono — continuano a stabilizzare le difese a sud, spostano alcuni reparti a oriente dove da settimane provano ad avanzare su Bakhmut. L’obiettivo è multiplo: tenere, provocare perdite, aspettare. Molta attenzione è rivolta alle capacità dell’industria bellica nel mettere a disposizione altro materiale. Le indicazioni non sono uniformi: una parte degli analisti esprime dubbi (ribadendo la scarsa fiducia) ma c’è sempre chi invita a non sottovalutare lo sforzo e gli ordini impartiti da Vladimir Putin. Gli ucraini, invece, vorrebbero liberare qualche nuova località nel settore meridionale ma devono anche riacquistare energie dopo settimane di combattimenti intensi. Intanto minacciano le linee di comunicazione/rifornimento del nemico, in particolare la via ferroviaria oggi nel raggio d’azione dell’artiglieria pesante. Il meteo condiziona tutti, anche se parliamo di eserciti abituati a questo clima. Molto dipenderà dagli equipaggiamenti a disposizione, dall’addestramento, dalla qualità delle «riserve» e dei soldati mobilitati.

I droni

All’interno di questa cornice c’è ancora Teheran. Nei giorni scorsi è stato rivelato che i russi costruiranno su licenza i droni kamikaze di concezione iraniana, uno sviluppo successivo all’iniziale fornitura e ulteriore prova del patto tra i due Paesi. La collaborazione riveste un vantaggio per entrambi. Mosca aggiunge pezzi al suo arsenale, con particolare attenzione a ordigni utili per colpire le infrastrutture civili dell’Ucraina, a cominciare da quelle elettriche, il tallone d’Achille per Kiev nonostante l’impegno dei suoi tecnici e i piani d’emergenza. I mullah, da parte loro, incassano valuta e magari perfezionano le armi. Un contesto che potrebbe — per alcuni — indurre Israele ad uscire dalla neutralità fornendo i sistemi anti-aerei che Zelensky chiede. Il presidente si è rivolto anche nelle ultime ore all’Occidente sollecitando l’aiuto per ampliare lo scudo, un appello preceduto da annunci da parte di Gran Bretagna e Svezia sull’invio di nuovi apparati proprio per contrastare i bombardamenti massicci. Da rimarcare, poi, l’offerta di Berlino alla Polonia: i tedeschi sono pronti a schierare batterie anti-missile Patriot e caccia Eurofighter per accrescere la difesa polacca.

Il treno

Nel weekend c’è stato un momento simbolico: l’arrivo del treno ucraino a Kherson liberata. La motrice era dotata di una blindatura artigianale e davanti spingeva due vagoni vuoti, una contromisura antica nel caso vi fossero ordigni sui binari.

Corriere della Sera, 21 novembre 2022

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