Romney – Santorum: la campagna del Michigan

New York. Negli Stati Uniti Mitt Romney sta vivendo il momento più difficile dall’inizio della sua campagna elettorale. Dopo la tripla sconfitta riportata alle primarie repubblicane in Minnesota, Missouri e soprattutto Colorado lo scorso 7 febbraio, l’ex governatore del Massachusetts è stato sorpassato in tutti i sondaggi da Rick Santorum, il candidato su cui ultimamente sta puntando forte il ramo conservatore ed evangelico del partito. In Michigan, a dieci giorni dal voto, l’ex senatore della Pennsylvania è in vantaggio su Romney anche di dieci punti secondo tutti i sondaggi. Se la sconfitta di dieci giorni fa è stata attutita dal largo vantaggio nel numero di delegati necessari per ottenere la nomination, per il grande favorito del Grand Old Party una disfatta nello Stato in cui il padre fu un popolare governatore fra il 1963 e il 1969 avrebbe però effetti devastanti. Romney ha ancora 123 delegati contro i 72 di Santorum e i 1.144 necessari per ottenere la nomination, ma negli ultimi giorni si è ritrovato con le spalle al muro e si è scoperto costretto a riesaminare per l’ennesima volta le proprie strategie elettorali. Proprio per questo motivo giovedì aveva rifiutato di prendere parte all’ultimo dibattito televisivo in programma prima del Super Tuesday, che si sarebbe dovuto tenere in Georgia il primo marzo. “Quel giorno voteranno altri otto stati, e saremo impegnati a fare campagna altrove”, aveva comunicato la portavoce di Romney, Andrea Saul. In molti hanno però sospettato che il vero motivo del rifiuto di Romney fosse un altro: la paura di commettere gaffes dannose alla vigilia del Super Tuesday. Dopo di lui hanno poi annunciato la propria assenza in Georgia anche Rick Santorum e Ron Paul, portando così all’annullamento del dibattito e facendo rientrare il caso. Mentre Newt Gingrich, che in principio sembrava l’alternativa conservatrice a Romney, vede svanire le proprie possibilità, Santorum è invece nel suo momento migliore. Dopo la sorprendente e risicata vittoria in Iowa di inizio gennaio, di appena 34 voti, la sua campagna elettorale era entrata in apnea. La tripla vittoria del 7 febbraio, ottenuta grazie a un duro lavoro porta a porta e con pochi fondi, lo ha riportato di colpo in vetta ai sondaggi. Ora in Michigan Santorum e Romney si daranno battaglia per conquistare il voto della classe operaia. Romney non perde occasione per ricordare il boom dell’industria automobilistica ai tempi del padre, Santorum per rievocare le sue umili origini. Giocando sulla nostalgia dei bei tempi andati, come ha notato anche il quotidiano Politico, i due candidati cercano di guadagnare consensi restituendo speranza a uno Stato e un’industria duramente toccati dalla crisi. Proprio negli ultimi giorni, a guastare i piani dei due contendenti, sono arrivati però i risultati annuali e trimestrali dell’industria automobilistica. Oltre alle buone prestazioni di Ford e Chrysler spiccano i risultati di General Motors, che ha stabilito il proprio record storico su base annuale. E al cui piano di salvataggio si opposero sia Romney che Santorum.

Il Manifesto, 18 febbraio 2012

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