«C’è una profonda, strutturale, innegabile e inevitabile realtà: la Cina è una potenza emergente che sta minacciando il ruolo dominante degli Stati Uniti. Più tardi te ne rendi conto, maggiore è lo choc», ci dice il professore di Harvard Graham Allison, grande teorico della «trappola di Tucicidide», saggio pubblicato sull’Atlantic nel 2015 e divenuto un libro, Destinati alla guerra, pubblicato in Italia da Fazi: secondo la trappola, se una potenza dominante ma in declino si troverà ad affrontarne un’altra emergente, è facile che la paura provocherà una guerra. A scatenarla, però, molto spesso è un evento secondario e inatteso. Nel suo libro, Allison prova a rispondere, in 500 pagine, a una sola domanda: Stati Uniti e Cina riusciranno a eludere la trappola?

La situazione, e quindi la risposta, sono in continua evoluzione. Oltre allo scontro sanitario, tecnologico e commerciale – coronavirus, 5G, dazi – c’è un punto che nota Allison: «Quando l’America è nella stagione politica, come sta succedendo ora che si avvia alle elezioni presidenziali, le cose diventano particolarmente folli. È normale. In questo caso, però, si sta verificando in maniera più evidente del solito: c’è un presidente molto, molto insolito che sta combattendo per la propria sopravvivenza e per la sua visione del Paese. Dall’altro lato i suoi avversari — il candidato democratico Joe Biden e il suo schieramento — lo vedono come una minaccia molto seria alla democrazia americana».

In questa situazione politica, spiega il professore, «la Cina è diventata un obiettivo per entrambi i partiti: Trump sta accusando la Cina per il coronavirus e per non averne impedito la diffusione; Biden sta cercando di accusare Trump per la sua eccessiva vicinanza a Xi Jinping. In entrambi i casi, gli argomenti sono a mio parere abbastanza inverosimili, ma — come voi italiani sapete, avendo eletto Berlusconi molte volte — i fatti e la logica non smuovono la politica».

Come spiega Allison, «nelle rivalità, la causa di guerra più comune non è la decisione della potenza emergente o di quella dominante di attaccare l’altra, ma un evento inatteso e involontario, come l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando nel 1914: qualcosa che nessuno si immaginava, ma che in cinque settimane ha portato la Germania emergente, la Gran Bretagna dominante e tutta l’Europa nella Prima Guerra Mondiale».

È molto pericoloso, afferma quindi Allison, «che le due parti si deumanizzino, come sta succedendo ora nello scontro politico fra Cina e Stati Uniti: potrebbe succedere qualcosa a Taiwan, che è molto possibile, a Hong Kong, in Corea del Nord. Qualcosa che potrebbe far scaturire una spirale di reazioni fra Stati Uniti e Cina, e che potrebbe portare i due Paesi in una vera guerra. Sarebbe folle, ma sarebbe coerente con quello che stiamo vedendo».

Corriere della Sera, 24 luglio 2020 (Newsletter AmericaCina)

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