Dopo le elezioni Donald Trump potrebbe licenziare il virologo più famoso d’America, Anthony Fauci, a cui negli ultimi giorni di campagna elettorale sta addossando – ancora una volta – i fallimenti nella gestione americana della pandemia. Durante il comizio a Opa-locka, in Florida, il presidente si è detto infastidito che il Covid-19 – un virus che negli Stati Uniti ha ucciso oltre 230 mila persone – sia ancora al centro delle notizie, e la folla – rigorosamente senza mascherina – ha risposto intonando il coro «Fire Fauci», licenzia Fauci, il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e soprattutto il capo della task force della Casa Bianca, contro il quale Trump si è scontrato innumerevoli volte quest’anno. «Non lo dite a nessuno, ma fatemi aspettare un po’ dopo le elezioni», ha risposto il presidente, specificando di aver «apprezzato il consiglio».

Fauci, ha spiegato Trump, è un «bravo ragazzo, ma ha sbagliato un sacco di cose». Sabato, per esempio, era arrivato ancora una volta allo scontro con il presidente: il virologo aveva criticato la risposta dell’amministrazione alla pandemia, la Casa Bianca aveva replicato che era «inaccettabile» che il dottore decidesse di «giocare politicamente» tre giorni prima delle elezioni, «dopo aver lodato le azioni di Trump durante tutta la pandemia». Fact check: l’ultima affermazione è senza dubbio falsa.

Corriere della Sera, 2 novembre 2020 (newsletter AmericaCina)

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