Il Covid, a questo punto, è diventato un problema di Joe Biden, che ha promesso di «somministrare 100 milioni di dosi di vaccino nei primi 100 giorni della sua presidenza». Le contestazioni del risultato elettorale da parte di Donald Trump e i fatti del 6 gennaio hanno oscurato la pandemia americana, ma i dati sono tragici: solo nell’ultima settimana 250 mila contagi e circa 4 mila persone che perdono la vita ogni giorno. Martedì sono state registrate oltre 4.200 vittime, nuovo triste record giornaliero.

Ormai è evidente che la minimizzazione trumpiana — insieme alle difficoltà strutturali della sanità americana — ha accentuato un disastro globale, che neanche il vaccino è riuscito finora a mitigare: l’assenza di un programma federale ha prodotto una lenta e macchinosa distribuzione delle dosi. «Mercoledì», ha detto però Biden presentando il suo piano da 1.900 miliardi di dollari per affrontare l’emergenza, sanitaria ed economica, «inizia un nuovo capitolo». Non sarà semplice, come ha precisato lui stesso: «È uno dei compiti più difficili che questa nazione si è trovata a fronteggiare», ha affermato dal The Queen Theater di Wilmington, in Delaware, svelando le misure che ora dovranno essere approvate dal Congresso.

  • Circa 400 miliardi saranno diretti alla gestione sanitaria della pandemia: programma di vaccinazione nazionale, per il quale saranno stanziati 20 miliardi, in cooperazione con Stati, comunità locali, tribù e territori; 50 miliardi per aumentare i test, il contact tracing e le analisi di laboratorio, aiutando scuole e governi locali a rispettare i protocolli; giorni di malattia retribuiti per evitare la diffusione del virus, e per i genitori che devono restare a casa con i figli.
  • Oltre 1.000 miliardi saranno destinati alle famiglie in difficoltà, che riceveranno assegni da 2 mila dollari: il piano Biden ha stanziato 1.400 dollari, che si aggiungono ai 60o già approvati dal Congresso a dicembre. È previsto poi un sussidio di 400 dollari a settimana fino a settembre per la disoccupazione: solo la settimana scorsa, un altro milione di persone ne ha fatto richiesta. Il piano estende fino a settembre anche lo scudo contro gli sfratti: 25 miliardi in assistenza per gli affitti, che raddoppia la cifra già stanziata dal Congresso. Ci sono poi 5 miliardi per aiutare i cittadini a pagare le bollette di acqua ed elettricità, e altri 5 miliardi per alloggiare chi è rimasto — o rischia di rimanere — senza una casa. Per il piano di assistenza alimentare sono previsti 3 miliardi. Infine il piano avanza la proposta di aumentare il salario minimo a 15 dollari all’ora.
  • Altri 440 miliardi verranno predisposti per sostenere le piccole imprese (15 miliardi, a cui si aggiungono prestiti agevolati) e le comunità locali. Stati, contee e territori riceveranno 350 miliardi per fronteggiare l’emergenza pagando i lavoratori in prima linea, distribuendo vaccini, aumentando i tamponi e riaprendo le scuole. Alle agenzie dei trasporti, che sono sull’orlo del fallimento, andranno 20 miliardi: non dovranno licenziare dipendenti ed evitare tagli alle corse. Gli ultimi 20 miliardi saranno diretti specificamente alle tribù, per sostenere la gestione della pandemia, aumentare le protezioni, le connessioni internet, l’accesso all’acqua potabile e all’elettricità.

Corriere della Sera, 15 gennaio 2021 (newsletter AmericaCina)

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