Il governatore repubblicano della Florida Ron DeSantis è stato lo zimbello nella prima fase della pandemia, poi si è trasformato nell’eroe della seconda mantenendo sempre la stessa strategia trumpiana: aperture ad oltranza per non ostacolare l’economia, che hanno comportato tanti contagi all’inizio e pochi in seguito. I dati di vittime e infezioni non sono troppo diversi da quelli degli Stati governati dai democratici e DeSantis, annunciando la fine dell’emergenza, ha firmato ieri un ordine esecutivo che elimina tutte le restrizioni locali in vigore nello Stato e proibisce di richiedere un passaporto vaccinale: si tratta di un «decreto-ponte», perché dal 1° luglio entrerà in vigore una nuova legge che darà al governatore ampi poteri, fra cui quello di bloccare le leggi di città e contee. Qualunque sia il vero DeSantis, l’eroe o lo zimbello, la politica di questi tempi ha la memoria corta e grandi ambizioni: il governatore punta alla presidenza nel 2024 con la benedizione di Donald Trump, ma prima dovrà difendersi dal suo predecessore Charlie Crist, oggi deputato, che ieri ha annunciato di volerlo sfidare alle elezioni del 2022.

Crist è un personaggio atipico: governatore repubblicano dal 2007 al 2011, decise di non ricandidarsi nel 2010 e puntò al Senato correndo prima nel Gop e poi da indipendente, ma fu sconfitto da Marco Rubio. Lasciò allora la politica per tornare nel settore legale, ma nel frattempo — nel 2012 — cambiò schieramento: raccontò la sua «conversione» politica in un libro, The Party’s Over: How the Extreme Right Hijacked the GOP and I Became a Democrat, che preso in mano oggi ha qualcosa di profetico. Con il nuovo mantello è tornato in campo nel 2014, perdendo le elezioni da governatore contro il successore repubblicano Rick Scott, e di nuovo nel 2016, quando invece è entrato alla Camera, eletto in un seggio storicamente conservatore.

Ora, per la seconda volta, Crist proverà a riconquistarsi la poltrona sfidando il governatore in carica, ma dovrà prima affrontare le primarie democratiche: in corsa probabilmente ci sarà anche la stimata deputata Val Demings. Intanto, però, lascia sguarnito un seggio alla Camera che potrebbe tornare in mano ai repubblicani, decisione ardita in un momento in cui il suo partito ha una maggioranza risicata (218 a 212). Di certo, la campagna elettorale ruoterà attorno alla pandemia: annunciando la candidatura, Crist ha attaccato DeSantis affermando che il governatore preferisce seguire i consigli di «ciarlatani e cospirazionisti», invece di ascoltare medici e scienziati. «Ha fallito nella gestione della più grande crisi sanitaria ed economica delle nostre vite», ha tuonato Crist. «Con quale partito si candiderà stavolta?», ha replicato DeSantis. «Ha già perso come repubblicano, come indipendente e come democratico».

Corriere della Sera, 5 maggio 2021 (newsletter AmericaCina)

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