Un misterioso donatore ha finanziato due borse di studio annuali per il prossimo decennio per studiare fisica al City College di New York. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che la somma — 180 mila dollari in contanti — è arrivata all’ateneo newyorkese anonimamente via posta, con un francobollo prioritario da 90 dollari, in una scatola di cartone piena di banconote da 50 e 100 dollari, ed è rimasta per circa 9 mesi in giacenza nel campus, che era chiuso per la pandemia. A trovarla, ad agosto, è stato Vinod Menon, capo del dipartimento, tornato a fare lezione in classe all’inizio del semestre. «È stato uno shock, conosco tantissimi accademici e non ho mai sentito una storia come questa», ha raccontato al New York Times Menon, nato in India 49 anni fa, che insegna nano e microfotonica. «Non sapevo neanche se il college avrebbe accettato i contanti».

Ad accompagnare i soldi c’era soltanto una lettera di spiegazioni. «Ritenendo che siate almeno un po’ curiosi del perché lo faccio, la ragione è semplice», scriveva il donatore, che spiegava di aver usufruito di «eccellenti opportunità» per studiare nel miglior liceo di New York, la Stuyvesant High School, e per ottenere poi un master in fisica al City College, che gli ha permesso di avere una «lunga, produttiva e immensamente gratificante» carriera scientifica. E così voleva restituire un po’ di quanto avuto a patto — concludeva — che i destinatari si impegnassero a restituire a lora volta, magari facendo attività di mentorship per i più giovani. La missiva era firmata da un certo Kyle Paisley: nome ovviamente falso, che non compare negli archivi dell’università.

La storia è notevole non tanto per una mera questione di soldi — il City College ha raccolto fondi per 17,2 milioni di dollari soltanto da luglio a oggi — quanto perché, nota il dottor Menon, è «un testamento di ciò che rappresenta il dipartimento di fisica», i cui ex studenti nel tempo hanno ricevuto tre premi Nobel. Essendo un ateneo pubblico, inoltre, la retta costa «appena» 7.500 dollari all’anno e la donazione può avere un impatto ben maggiore rispetto a una carissima università privata: lo stesso professor Menon ha raccontato di non aver mai preso in considerazione università più prestigiose perché insegnare qua — dove gli studenti hanno background diversi e sono spesso i primi della propria famiglia a studiare all’università — ha un impatto molto maggiore. «È un posto», dice il professor Menon, «dove puoi davvero elevare qualcuno».

Prima di accettare la donazione, però, il City College ha dovuto effettuare un’approfondita due diligence per capire da dove arrivassero i soldi. Le banconote sono state custodite in una cassaforte mentre le autorità federali cercavano di risalire al mittente, senza successo: anche l’indirizzo della Florida che appariva sulla scatola era ovviamente falso, e il donatore «irrintracciabile», come ha chiarito il capo della sicurezza Pat Morena. Dalle fascette che tenevano insieme le banconote è stato però possibile scoprire che erano state ritirate nel corso degli ultimi anni da una serie di banche del Maryland, e che non erano connesse ad attività criminali. Solo a questo punto, dopo un mese di indagini, l’università ha votato per accettare la donazione. «Dobbiamo ricoprire la scatola di bronzo», ha proposto un membro del board, Lorraine Cortés-Vázquez. «Ed esporla in ricordo di questo dono generoso».

Corriere della Sera, 22 dicembre 2021 (newsletter AmericaCina)

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