New York. Mi visiterai in prigione? Con queste parole James Holmes, il folle killer che venerdì notte ha ucciso 12 persone e ne ha ferite altre 58 sparando all’impazzata in un cinema del Colorado, si presentava nella biografia di Adultfriendfinder.com, sito per appuntamenti amorosi in cui si dichiarava interessato anche a sesso di gruppo. Un messaggio che ora suona macabro e lascia intendere la premeditazione del ragazzo, che nell’ultimo mese aveva cominciato ad ammassare munizioni, oltre 6.000 proiettili, ed esplosivi nella sua casa al terzo piano di un edificio in mattoncini rossi poco distante dal 16th Century Movie Theater il cinema in cui è entrato armato fino ai denti facendo una strage alla prima del nuovo film di Batman, The dark knight rises. Holmes aveva anche disseminato il proprio appartamento di sofisticate trappole esplosive che hanno impedito alla polizia di entrare fino alla serata di ieri, quando gli agenti hanno deciso di far detonare gli ordigni cercando allo stesso tempo di non inquinare le prove. Prima di uscire il killer aveva lasciato inoltre musica techno a tutto volume, probabilmente un’ennesima trappola per la polizia che attirata dalle proteste dei vicini sarebbe entrata nell’appartamento provocando una serie di esplosioni. Holmes aveva dunque pianificato meticolosamente il massacro di Aurora, che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto avere un bilancio ancora peggiore. Fra le dodici vittime ci sono Jessica Ghawi, una giornalista sportiva di 24 anni che a giugno era sfuggita a un’altra sparatoria in un centro commerciale di Toronto, Tom Sullivan, un barista che stava festeggiando il suo ventisettesimo compleanno, A.J. Boik, un diciassettenne che era andato al cinema con la fidanzata e poi una bambina di sei anni, uno studente di college ventitreenne e due militari. Nel frattempo continuano a emergere nuovi dettagli su Holmes, descritto da chi lo conosceva come timido, rispettoso della legge e intelligente, ma anche come una persona molto sola, senza amici. Il killer, che ultimamente si era tinto i capelli di rosso come dimostra anche la foto sul profilo di Adult FriendFinder, aveva deciso a giugno di lasciare la scuola di medicina della University of Colorado, dove stava portando avanti un dottorato in neuroscienza. Aveva giocato a calcio al liceo, dove aveva anche fatto parte della squadra di corsa campestre. Secondo un vicino di casa della madre, Holmes era il tipico ragazzo americano. Aveva lavorato part time in un McDonald, aiutava la famiglia a tagliare il prato della villetta a due piani in cui viveva a San Diego. Qualcuno ogni tanto lo aveva notato fumare erba nel giardino sul retro. Holmes però non aveva amici, era molto silenzioso e sembrava depresso. Nel 2010 aveva lasciato la California, dove si era laureato, per trasferirsi in Colorado. Arrivato ad Aurora non aveva legato con i vicini, che raccontano come Holmes non rispondesse neanche ai saluti. Due giorni prima della sparatoria aveva imprecato contro una ragazza che non gli aveva offerto una sigaretta, racconta il New York Post. Era anche andato a bere qualche birra con un vicino di casa, con cui aveva parlato di football. Holmes non aveva precedenti, se non una multa per eccesso di velocità. In molti però, a cominciare dalla madre, avevano notato qualcosa di strano in lui. “Avete preso la persona giusta”, aveva detto la madre raggiunta da Abc la mattina dopo la strage. Nessuno tuttavia avrebbe potuto immaginare che Holmes potesse fare una strage così, riportando a galla in tutta America il doloroso ricordo dei massacri del liceo di Columbine, distante appena 30 chilometri da Aurora, in cui nel 1999 morirono 13 persone, di Virginia Tech, in cui nel 2007 furono uccise 33 persone, o la sparatoria in cui rimase ferita gravemente nel 2011 la deputata democratica Gabby Giffords a Tucson, in Arizona, e in cui morirono 6 persone, compresa Christina-Taylor Green, la bambina nata l’11 settembre 2001. La sua storia commosse gli Stati Uniti, che ora si chiede nuovamente se sia giusto o meno lasciar circolare liberamente armi che potrebbero finire in mano a squilibrati come James Holmes e che negli ultimi diciotto mesi, solo nelle scuole americane, hanno portato a undici sparatorie e diciannove morti.

Libero, 22 luglio 2012

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...