Gli ultimi sondaggi nazionali assegnano a Joe Biden un vantaggio ampio, il 6,5% secondo la media di RealClearPolitics, ma il destino degli Stati Uniti dipende da una decina di swing State, gli Stati in bilico che con i loro voti elettorali decideranno le presidenziali: ogni Stato ne assegna in proporzione alla propria popolazione, e il candidato che arriverà a 270 andrà alla Casa Bianca. Quattro anni fa, ad assegnare la vittoria a Donald Trump furono Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, tre Stati di tradizione democratica in cui Clinton era avanti nei sondaggi, ma che il futuro presidente vinse per 77.744 voti totali (su 13,2 milioni di voti espressi).

Quest’anno la strada per la Casa Bianca passa necessariamente dalla Pennsylvania, come hanno confermato i due candidati effettuando nell’ultima settimana decine dei comizi per convincere gli ultimi elettori, ma anche dalla Florida e dall’Ohio, due swing State classici. In Pennsylvania (+2,9 Biden) Trump punta forte sulla coalizione di elettori rurali e della working class che gli regalò la vittoria nel 2016, mentre i democratici sperano di energizzare l’elettorato afroamericano che mancò a Hillary Clinton, i giovani e i moderati dei sobborghi.

A spostare l’elettorato in Florida (+1 Biden) sono invece anziani e ispanici: il primo gruppo potrebbe voltare le spalle al presidente a causa del Coronavirus, il secondo non essere così affidabile come sperano i democratici. In Ohio (+1,2 Trump) è un testa a testa, e non è una novità: dove va l’Ohio va la nazione, dice un vecchio adagio politico. Quattro anni fa Trump vinse facile, stavolta ha recuperato sul traguardo.

In fila ci sono poi Wisconsin (+6,6 Biden), Michigan (+5,1 Biden) e Minnesota (+4,3 Biden), il cosiddetto muro blu che crollò quattro anni fa: i democratici dovrebbero riconquistare le prime due puntando sui colletti blu, mentre Trump punta forte sulle aree rurali del terzo, che arrivò vicinissimo a vincere nel 2016.

Restano infine le grandi scommesse democratiche sul Sud, che si basano sui cambiamenti demografici: la North Carolina (+0,6 Trump), dove a spingere Biden sono le aree urbane, universitarie e afroamericane; l’Arizona (+1 Biden), che ha cominciato già nel 2018 a pendere verso sinistra grazie al voto ispanico; la Georgia (+0,4 Biden) e il Texas (+1,2 Trump), due storiche roccaforti repubblicane che, passassero di mano, rappresenterebbero un cambiamento storico per il Paese. E, probabilmente, un colpo da ko.

Corriere della Sera, 3 novembre 2020 (pagina 15)

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