Sul taccuino di oggi dedicato al conflitto in Ucraina, un «angolo» mediorientale. Sono informazioni da «definire», dati concreti che si mescolano alla guerra di propaganda. Anche perché non sempre è tutto trasparente. Sarebbe strano il contrario.

Prima il Washington Post — con la firma del commentatore David Ignatius — quindi l’Associated Press tornano sulla collaborazione Russia-Iran. Teheran avrebbe già consegnato alcune centinaia di droni d’attacco e ricognizione ai russi, in corso l’addestramento del personale. La fornitura era nota, non completamente chiaro il loro status: sono presenti sul «teatro», però è da verificare se siano già stati impegni in operazioni belliche. I velivoli pilotati in remoto svolgono una funzione importante in entrambi gli schieramenti. Alle produzioni locali si aggiungono i mezzi forniti da alleati o associazioni straniere. In Lituania, grazie alla raccolta fondi promossa da un giornalista, sono stati acquistati 37 droni-kamikaze polacchi.

Immagini satellitari rilanciate dalla compagnia israeliana ImageSat Intl hanno rivelato poi che i missili anti-aerei russi presenti nella base di Masyaf, in Siria, non sono più nelle loro postazioni. È stato ipotizzato che le batterie siano state trasferite verso la Russia, forse perché l’Armata ne ha bisogno sui fronti di guerra in Europa. L’esperto navale HI Sutton ha aggiunto un particolare: un mercantile — lo Sparta II — è transitato nella notte tra il 24 e il 25 agosto nel Bosforo e c’è il sospetto che a bordo ci fossero proprio gli ordigni con destinazione un porto della Crimea. Il passaggio sarebbe avvenuto senza che i turchi ponessero alcun veto. Nelle ultime settimane gli ucraini hanno intensificato le operazioni contro lo scudo degli invasori, azione condotta anche con l’impiego di missili anti-radar statunitensi. Se confermato, è uno sviluppo interessante. Mosca sta attingendo ai depositi per rinforzare le unità al fronte e ricorre anche a mezzi non più recenti. Al tempo stesso la narrazione critica nei confronti della Russia insiste molto su perdite e carenze.

Sono informazioni ricorrenti, come quelle che raccontavano di migliaia di volontari in arrivo dall Siria a sostegno dell’Armata russa: per ora, sul campo, non si sono ancora visti.

Corriere della Sera, 27 agosto 2022

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